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25 Gennaio Gen 2018 2248 25 gennaio 2018

Lula condannato, e ora? Cinque cose da sapere

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Cosa accadrá dopo la conferma in appello – con pena aumentata sino a dodici anni e un mese di reclusione – della condanna nei confronti dell'ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva? Quali le ripercussioni di questa vicenda giudiziaria, nelle Elezioni presidenziali in Brasile dell'ottobre 2018? Seguono le risposte a cinque interrogativi, che un italiano puó ragionevolmente porsi.

1. Quando – e soprattutto se – sconterá la suddetta pena detentiva?

Il Tribunale ha lasciato intendere che l'ex presidente-operaio dovrá scontare la sanzione subito dopo la valutazione degli eventuali ricorsi chiarificatori, proposti dalla difesa.

Le decisioni su questi atti – che in pratica non tarderanno molto piú di due mesi – non potranno modificare il contenuto della sentenza di condanna. Gli avvocati difensori potranno comunque intentare altri ricorsi – de facto delatori – presso il Superior tribunal de justiça (Stj) e il Supremo tribunal federal (Stf); al fine, naturalmente, d'impedire l'esecuzione della pena, prima della sentenza di terzo grado. Come noto, il Tribunale supremo federale ha di recente cambiato la propria giurisprudenza, stabilendo la legittimitá dell'esecuzione penale, anche prima che la sentenza di condanna sia passata in giudicato.

Tuttavia alcuni giuristi fanno notare che nulla puó impedire che questo nuovo indirizzo interpretativo possa essere cambiato.

2. Quali gravami esperirá la sua difesa?

Ne abbiamo accennato: si tratta del cosiddetto embargo de declaração, che ha esclusivamente finalitá chiarificatrici. A valutare tali azioni – e non é una buona notizia per i petisti – sará la stessa sezione del Tribunale di Porto alegre, che ha emesso la decisione di appello. La difesa lulista cercherá di evidenziale le criticitá della sentenza di secondo grado: in primis, il mancato tracciamento del denaro che sarebbe stato usato per l'ormai noto appartamento. Quello che Lula, secondo l'accusa, avrebbe avuto in dsponibilitá. In secondo luogo, non é stato evidenziato come l'imputato avrebbe contraccambiato la presunta tangente.

3. Puó candidarsi alle Presidenziali?

Spetta esclusivamente al Tribunal superior eleitoral (Tse) valutare la legittimitá delle candidature elettorali. Che possono essere registrate sino al prossimo 15 agosto. La Lei da Ficha limpa – la Legge Severino in salsa verde-oro – impedisce tuttavia che possa candidarsi chi abbia subito una condanna da un organo giudiziario collegiale; e questo é proprio il caso dell'ex capo dello stato. I vertici del Partido dos trabalhadores (Pt) hanno giá deciso che procederanno a candidarlo; e la Magistratura elettorale deciderá (su Lula e non solo) entro e non oltre il 17 settembre. Cristiano Zanin, avvocato difensore, ha dichiarato che il termine non esclude una candidatura sub judice.

Tutto ció se gli annunciati ricorsi della difesa – presso Tse, Stj e Stf – non fossero valutati in tempo. Un'ipotesi, tuttavia, poco probabile.

4. Potrá continuare ad operare come candidato?

Sí, almeno sino alla decisione finale della Magistratura elettorale, nulla puó impedirglielo.

5. Gli sará ritirato il passaporto?

Il Tribunale di Porto alegre non ha disposto questa misura cautelare; quindi, per ora, l'ex metallurgico non soffre alcun divieto di espatrio. E tra il 26 e il 29 gennaio potrá viaggiare in Etiopia – su invito dell'Unione africana, per un evento sulla lotta alla fame – come programmato da tempo. Questa misura potrebbe essere richiesta dal Ministério público, sul presupposto di un pericolo di fuga.

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