Americanos43

6 Febbraio Feb 2018 2251 06 febbraio 2018

Fernando Henrique Cardoso, via libera a Huck di Globo

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La candidatura del popolare presentatore di Rede Globo, Luciano Huck, «sarebbe una buona cosa per il Brasile». Parola dell'ex presidente del Brasile, Fernando Henrique Cardoso – noto in patria con l'acronimo Fhc – che non é solo uno storico esponente del Partido da social democracia brasileira (Psdb), ma é soprattutto la voce piú autorevole dell'elettorato verdeoro di tendenza moderata.

La dichiarazione – rilasciata dall'ex capo dello stato (negli anni compresi tra il 1995 e il 2002) all'emittente Rádio Jovem Pan – deve esser letta (almeno secondo alcuni osservatori) come un velato endorsement. Nonostante questi abbia escluso che si tratti di un appoggio, e che lo stesso conduttore del “Caldeirão do Huck” abbia dichiarato, settimane fa, di non voler (per ora) intraprendere l'avventura.

Cambiando opinione rispetto a una precedente dichiarazione, quando lo aveva definito «acerbo», ha detto: «Huck mi piace, sono amico suo e della sua famiglia. Credo che sarebbe una buona cosa per il Brasile, ma non conosco le sue intenzioni», ha proseguito, «ha buone idee. E' positivo avere in campo persone come Luciano, perché c'é bisogno di aria nuova, e di tenere sulle spine la politica tradizionale. E dico questo, anche se non appartiene al mio partito. E affinché esso stesso possa progredire, é necessario che la vecchia guardia venga sfidata da cittadini portatori di idee e schemi politici nuovi. Ci sono segnali, in questa direzione». Ha ricordato che nel Psdb vi furono in passato tentativi di rinnovamento in tal senso; in particolare, fa cenno all'«onda azzurra», che peró naufragó.

«Sbatté sulla spiaggia», ironizza. Ma l'ex presidente é un fiume in piena: «Credo che i partiti siano importanti, e che chi non poggia su una solida base partitica, poi governerá a fatica». Secondo i ben informati, il Grande vecchio della politica – che compirá 87 anni a giugno – sarebbe a conoscenza di un sondaggio riservato; il quale assegnerebbe molte chance al mattatore del sabato pomeriggio, una volta che annunziasse effettivamente la discesa in campo. Il volto (ma anche una delle anime) di Rede Globo, é noto anche per altri programmi di successo (come “Lar doce lar”), per essere marito della popolare conduttrice Angélica Ksyvickis Huck (anch'essa della famiglia Globo), e per l'impegno associativo e volontaristico.

Si pensi, a questo riguardo, alla fondazione dell'Instituto Criar, che continua a presiedere: un'organizzazione non governativa che promuove le iniziative imprenditoriali dei giovani (con un'approccio non propriamente sinistrorso), e che molti considerano un trampolino di lancio per l'eventuale discesa nell'agone. Nella stessa sede, Cardoso ha affrontato la questione dell'ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva, imperterrito in testa ai sondaggi, anche in seguito alla condanna in secondo grado. Il recente sondaggio Datafolha – prendendo in considerazione la partecipazione del petista – pronostica una sua schiacciante vittoria al ballottaggio, contro Jair Bolsonaro della destra.

A suo giudizio, é brutto che non possa partecipare alle Presidenziali: «Per il Brasile sarebbe stato meglio che potesse candidarsi, ma c'é la legge. E' stato condannato in secondo grado. Secondo la Lei da Ficha limpa non puó concorrere. O si obbedisce alla legge, o si viola la Costituzione». Va segnalato anche un suo accenno al futuro politico di João Doria: il sindaco di San Paolo, che é uno dei volti di punta del Psdb. Ne pronostica la corsa al Governo dello Stato di São Paulo.

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