Antigone

8 Agosto Ago 2012 1805 08 agosto 2012

Per chi ama la pioggia (e non solo ad agosto)

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In queste giornate torride la invocano tutti. Ma la stragrande maggioranza della gente ti guarda con aria interrogativa quando dici che ami la pioggia o, peggio, l’inverno.   Come fossi una strana creatura, pure un filo snob. La pioggia? E’ solo una gran rottura. Devi prendere l’ombrello che poi regolarmente dimentichi da qualche parte, ti inzaccheri, si rovina la piega….

Eppure mi sono sempre sentita protetta dalla pioggia. Alle volte, il mattino, sbirciando fuori dalla finestra e scorgendo il cielo carico di nubi era già la premessa di una buona giornata…Come se il mondo mi si confacesse, mi capisse e mi permettesse di coccolarmi nel mio sentire, mi consentisse di proteggere i miei pensieri sotto il velo dell’acqua, sotto l’ombrello, dove, al riparo da qualsiasi sguardo, potevo, meraviglia! uscire senza essere vista, senza incrociare lo sguardo di nessuno o  accennare sorrisi alle persone incontrate mentre porti il bambino a scuola. Perchè alle volte non hai proprio voglia di sorridere, e nemmeno di salutare, neanche per buona educazione. Hai bisogno del tempo per ritrovarti, per mettere in ordine i tuoi pensieri, le tue sensazioni. Alle volte non ti puoi proprio concedere al mondo così come ti vorrebbe: truccata , ben vestita e in perfetta efficienza fin da quando apri gli occhi. Devi prima mettere a fuoco chi sei. Hai bisogno di guardarti allo specchio con onestà, non camuffarti neanche con un velo di mascara. Prima devi mettere ordine dentro di te. E la pioggia te lo permette. E il freddo te lo permette. Uscire ben coperti ha i suoi vantaggi. Cappotti, berretti, sciarpa, magari anche i guanti, ho sempre provato un piacere sottile nel vestirmi per uscire d’inverno. Era come se la stagione mi consentisse di…non essere violata, di poter concedere quel che sono al momento giusto, nel posto giusto, con le persone giuste. E l’inverno nelle città, al riparo e al caldo delle nostre case, ha il privilegio di consentirti tutto questo.

Perché l’estate su questo fronte è impietosa, presuntuosa. Ti costringe ad esporti. Non c’è verso. In giorni come questi hai l’obbligo di lasciare libera quanta più pelle possibile, pur nei limiti del buongusto (e qua, si potrebbe scrivere un libro… ma ne riparleremo). Il caldo è terribile: ti  denuda fuori e dentro, letteralmente. Ti impone di mostrarti comunque, non hai scampo. E quelle gocce di sudore sembrano stillare anche quello che sei dentro! Ma il mio corpo e il mio sentire sono preziosi! Non posso essere obbligata a ‘mostrarmi’ a tutti anche quando non sto bene nella mia pelle e nei miei pensieri.

Per questo non amo l’estate: perché è una stagione spudorata. Che però naturalmente ha i suoi vantaggi, come per tutte le cose. Non c’è mai un solo verso in cui guardarle, non c’è una regola. Il grande vantaggio dell’estate, per me, non è tanto l’aria di vacanza e di libertà che la stagione porta con sè. Ma il privilegio delle mattine, quelle ore in cui il caldo concede un po’ di tregua. E’ un privilegio fatto di luce. C’è una luce speciale nelle mattine d’estate, appena sorto il sole. E’ il momento in cui il mondo, ancora avvolto nel silenzio, un silenzio illuminato, è pieno di promesse.

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