Antigone

11 Settembre Set 2012 0848 11 settembre 2012

Figlio mio, ecco perchè devi portare il tuo zaino

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Lo zaino pesa, eh … se pesa! Molto, in effetti, tanto che ci sono sempre genitori e nonni pronti a sollevare il bimbo da quel carico temendo che il piccolo possa allevarsi una scoliosi, fosse anche solo per quei trenta passi che lo separano dallo sportello dell’auto fino al cancello della scuola. In fondo che ci costa alleggerirlo?

Me lo sono chiesta anch'io, tentata di acconsentire a questa richiesta, ma alla fine ho avvertito che non avrei fatto un favore a mio figlio: 'Meglio che lo porti tu, sono certa che sei forte abbastanza!'. In fondo, a volte, c'è più amore in un no che in un sì. Spesso è semplice e sbrigativo acconsentire, si evita di ingaggiare discussioni. Il 'no' che fa crescere, invece, va spiegato, motivato, è impegnativo...

Credo che anche lasciare che i nostri figli si portino da soli quel peso sia parte del contributo che possiamo dare alla loro educazione. Del resto, in altre parti del mondo i bambini anche solo per andare a scuola fanno ben altri sacrifici. Moltissimi proprio non hanno nemmeno il privilegio di poter conseguire un'istruzione perchè lavorano fin da piccoli. I nostri sono già avvantaggiati.

Ma questi sono tempi duri e i figli bisogna allenarli. Allenarli, oltre all’impegno, anche alla fatica che ne è una componente essenziale. I bimbi e i ragazzi di oggi sono destinati a confrontarsi con un mondo più grande, più affamato di riscatto, più allenato alla resistenza, alla fatica e al desiderio della conquista di un domani migliore che deve essere un'opportunità per tutti. A loro servirà la stessa tenacia che avevano i nostri nonni, i nostri genitori e qualcuno della nostra generazione che già se la passava meglio della precedente.

Ma il ‘domani migliore’ i nostri figli lo vivono già: nonostante la crisi che grava su sempre più famiglie non possiamo negare che la grande maggioranza di loro abbia cibo, vestiti, istruzione, attività extrascolastiche, vacanze e giochi per Natale e non solo. Ma li stiamo allenando al futuro? Li stiamo aiutando a capire che senza impegno e senza fatica niente di tutto questo sarà più garantito? Che questo benessere non è acquisito per diritto ma sarà sempre di più frutto di una conquista?

Sì, sono cose più grandi di loro. Ma noi –come diceva il grande poeta libanese Khalil Gibran- siamo l’arco che lancia i figli verso il domani. Abbiamo il dovere di tendere bene quell’arco per dare alla freccia la direzione giusta, tanto più che non mancheranno improvvise raffiche di vento a tentare di deviarla. E nella tensione di quell’arco ci deve essere tutto il nostro amore, il nostro sostegno, ma anche la capacità di far loro coltivare il desiderio, fosse anche solo di un gioco, in vista di un sogno più grande da realizzare. E c’è il dovere di insegnare loro tutto il valore e tutta la bellezza della conquista conseguita con le proprie forze e anche con il sudore.

Avverto un messaggio importante, per quanto simbolico, nel lasciare che i nostri figli si carichino da soli quel peso sulle spalle. Significa: “Sappi che ce la puoi fare, che hai l’energia per affrontare il mondo, che ho fiducia nelle tue possibilità, in quello che potrai realizzare oggi insieme ai tuoi compagni e da grande mettendo le tue capacità al servizio di una comunità più vasta. Io ti sarò sempre accanto, ma tu guarda avanti consapevole del tuo valore e un passo dopo l’altro conquisterai il tuo domani".

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