Antigone

26 Ottobre Ott 2012 1441 26 ottobre 2012

Non voglio avere il controllo. Voglio perderlo.

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Il controllo sembra essere così tremendamente importante. Spesso ci illudiamo di averlo, ci convinciamo di detenerlo. Sul lavoro con i dipendenti o i colleghi, menando le danze con i clienti e i fornitori, gestendo la crescita dei figli, il rapporto col partner. Ma abbiamo davvero il controllo? E soprattutto, è così importante? O otteniamo di più se lo perdiamo?

Io credo che il controllo sia, spesso, un limite. Penso che sia più importante saper creare scambi fruttuosi, saper mettersi in ascolto.                                                                                     Sul lavoro come nelle relazioni, virtuali o reali che siano.

Riguardo al business lo penso a maggior ragione dopo aver ascoltato in rete un estratto dal Word Business Forum su un intervento di Charlene Li, esperta di social media sul tema: ‘Rinuncia al controllo, tieni il comando’.

 In questo caso parla di come la rete sia per antonomasia luogo dove non è possibile esercitare il controllo. Eppure se accetti le critiche ai tuoi prodotti puoi, sfruttando i tuoi stessi errori,  generare grandi e impreviste opportunità per la tua azienda. Se rinunci al controllo e crei lo scambio, insomma, vinci.
E questo ha molto a che fare col saper essere leader perché, come dice Charlene Li, “L’unico modo per far andare qualcuno nella tua direzione è ispirarlo, e puoi farlo creando una relazione con lui. La leadership è ciò che si fa non attraverso la quantità di controllo che hai su una persona, ma con il livello d’influenza che eserciti”.

Accade che attrai a te, se sei sufficientemente predisposto all’ascolto.

Accade se impari ad affidarti.

Lasciarsi andare, lasciarsi fluire, andare ‘verso’. E’ questa la chiave. E lo è a maggior ragione nei rapporti d’amore.

Se ami l’altro e hai paura di perderlo ti dai sì, ma fino ad un certo punto... Stai sulle tue, affidarsi è un rischio troppo alto. E se poi mi lascia? E se poi mi tradisce? No, devo mantenere il controllo sulle mie emozioni, non voglio soffrire. E magari controllo anche lui.

Ma è proprio così che finirai per correrlo sul serio quel rischio. E’ proprio il terrore di perdere che ti farà perdere.

Non si può amare e essere amati veramente senza affidarsi. Non esiste amore senza questa premessa. L’amore vero non concepisce questo muro invisibile e nel tentativo di superarlo finisce per logorarsi, per sfinirsi. Quando va ‘bene’ si trasforma in affetto. Nella maggior parte dei casi, se l’altro ha sufficiente amore di sé si mette in salvo, se ne va e quel rapporto muore. Perchè nel tentativo di scalare quel muro si crea sofferenza per entrambe le parti. Molta, inutile sofferenza.

Quante storie si sono seccate per colpa di questa resistenza? Quanta bellezza e ricchezza avrebbero potuto generare e moltiplicare nel … darsi, semplicemente darsi, senza resistenze? 



L’amore cresce nell’abbandono, nel desiderio di dare tutto ciò che sei e che senti e nella volontà di accogliere l’altro così com’è. L'amore esiste quando scegli di appartenere a qualcuno.

Ed è quella la condizione che ti permette di sentire. Di creare quella sintonia e quella vicinanza per la quale ogni necessità di controllo su te stesso o sull’altro diventa, semplicemente, inutile.

Ama e basta. L’amore potrà anche finire, sì. Chi può dirlo?

Ma almeno l’avrai conosciuto.



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