Antigone

27 Febbraio Feb 2013 1753 27 febbraio 2013

Presi in giro dal Pd

  • ...

Diciamocelo, quella  del Pd non è solo una vittoria di Pirro. In queste elezioni il partito ha ottenuto anche il risultato di far sentire presi in giro molti cittadini che con le parlamentarie credevano di essere stati coinvolti da protagonisti della scelta dei candidati, pur a fronte di una legge elettorale che non a caso si chiama 'porcellum'. In Parlamento, tuttavia, sono arrivati molti esponenti del partito che alle parlamentarie non si sono mai presentati precedendo in lista, e quindi costringendo a casa, quelli che invece vi hanno preso parte.

Già, le parlamentarie. Delle primarie, dello scontro tra Bersani, Renzi e co. si era detto e scritto moltissimo e invece le primarie per scegliere i candidati a Camera e Senato sono quasi passate sotto silenzio. Che fosse più facile così governarle con le logiche delle correnti interne al Pd? Tuttavia l'iniziativa era sicuramente lodevole.

Si è deciso all’ultimo, dopo il ballottaggio per i candidati a premier, i tempi erano stretti e si è fissato il 30 dicembre per le operazioni di voto, in piene festività. Solo coloro che avevano votato per il candidato premier potevano partecipare e un terzo di loro hanno risposto all’appello. Un milione di votanti hanno scelto i loro candidati di Pd e Sel.

Me li vedo tutti, anche quegli studenti, quei pensionati, quei disoccupati che, per la seconda volta, si sono visti chiedere 2 euro per poter scegliere il loro rappresentante a Roma (una rarità i circoli che non hanno chiesto l’obolo anche in questo caso). Ma si trattava di rispondere ad una spinta civica, di un piccolo investimento nel migliore futuro di questo Paese dando forza a qualcuno che conosci e che si è distinto sul tuo territorio per impegno, onestà, serietà.

Chissà la disillusione quando all’alba della ‘vittoria’ svariati elettori hanno scoperto che il loro contributo, il loro investire sulle persone di fiducia candidate a Camera e Senato, non è servito a nulla. Valenti amministratori scavalcati in lista da presidenti di Provincia che hanno consegnato l’ente alla destra, impegnate parlamentari scivolate giù giù nelle liste in posizioni a rischio per far largo a nomi improvvisamente e inspiegabilmente assurti agli onori della cronaca politica nazionale, segretari regionali che nelle loro aree di provenienza non hanno aggiunto neanche un voto al loro partito e via elencando in tutta Italia.

Ci sta che un Partito possa puntare su esponenti di riconosciuto valore della società civile senza volerli sottoporre alle primarie, ma ritengo inaccettabile che questo avvenga per esponenti di partito e intollerabile che questi scavalchino in lista chi si è messo in gioco di fronte ai propri cittadini. Così, alla fine, c'è anche chi, pur conosciuto e apprezzato dalla gente per il valore aggiunto che negli anni è stato per la comunità, finisce per essere punito, per sentirsi defraudato, truffato, e con lui quei tanti elettori che l’avevano scelto e che su di lui riponevano la fiducia.

Nella partecipazione dei cittadini ci si crede o non ci si crede, non si può farlo a metà. Non si può invocare una nuova legge elettorale rivendicando il sacrosanto diritto dei cittadini di scegliere e, alla prova dei fatti,  piazzare nei posti sicuri in lista uomini e donne dell’apparato. Meglio non farle allora, le parlamentarie.

Al prossimo giro questi elettori mi sa che non li fregheranno più. E, nel frattempo, chissà che nel posto sicuro in lista non sia finito un altro Calearo qualsiasi.

Correlati