Antigone

17 Ottobre Ott 2014 1102 17 ottobre 2014

Santoro e Travaglio come il bue e l'asino

  • ...

Non so voi, ma è da un pezzo che i talk - show non li reggo più, non li guardo proprio.

Lo zapping per evitare sterili dibattiti di politica è un esercizio al quale, chi tenta di vedere qualcosa di qualità, si è allenato da un pezzo saltando da un canale all'altro tra chi predica la propria Verità (con la maiuscola, eccerto...) e chi urla le proprie ragioni quando non sbraca nell'insulto. Oltre alle 'gabbie' e ai 'virus' che si moltiplicano nell’habitat ideale costituito da conduttori vanesi e ospiti con un ego altrettanto ipertrofico, mi tengo alla larga anche da tutti i 'quarto grado', i 'porta a porta' e le 'quinte colonne' a fondamenta di programmi dove si mesta e rimesta nelle aberranti vicende di cronaca e dove chi è morto massacrato e seviziato viene violentato ripetutamente sulla pubblica piazza televisiva per nutrire l’attrazione per l’orrido dello spettatore. Salvo rari casi, non c’è nessun desiderio di fare giornalismo vero, ma solo sensazione.

Solo che la gente dopo essere stata nutrita per anni a format unti e pesanti, oggi comincia ad accusare un po’ di nausea. Sintomo che vorrebbe qualcosa di più sano, di più nutriente

Pure Santoro, di fronte agli ascolti mai così bassi del suo programma, aveva annunciato che il talk ha fatto il suo tempo. Per questo mi ha incuriosito la notizia che Travaglio ieri sera abbia abbandonato lo studio di ‘Servizio Pubblico’ bacchettato da Santoro che lo accusava di aver offeso il presidente della Liguria Burlando che tentava di replicare.

Ora, da ingenua, non arrivo a pensare che sia stata una manovra per rinvigorire i deboli ascolti del programma.

Piuttosto mi verrebbe da dire: ma da che pulpito! Santoro è proprio il conduttore che sulla dimostrazione di una tesi ha costruito programmi e una carriera intera. Dibattiti in cui litigate, urla e repliche zittite in maniera arrogante sono state il suo pane, anzi possiamo pure dire che tutti abbiano seguito il suo esempio.

Insomma, la bacchettata a Travaglio mi pareva un po’ come la storia del bue che dà del cornuto all’asino.

Travaglio, addirittura, con i toni non urlati ma pur sempre taglienti di quello che la ‘Verità’ ce l’ha in tasca, sembrava in questi anni quasi il sodale ... 'moderato' (mai però quanto Santoro nella celebre puntata con Berlusconi, battuto alla grande nella qualità delle domande dalla brava D'Amico a Sky).

‘Eh, no! Tu quoque…’, deve aver pensato ieri sera ripreso in diretta nazionale dal conduttore. ‘Ma come…? Ci abbiamo costruito una carriera sulla nostra ‘Verità’ e tu mi riprendi in malo modo perché non lascio replicare Burlando?’.

Burlando, intendiamoci, aveva tutto il diritto di replicare e ben ha fatto Santoro a intervenire.

Chissà se questa plateale uscita di scena di Travaglio dal programma prelude, finalmente, alla calata del sipario su un modo di fare tv che ormai ha fatto il suo tempo. Era (anche) questo che Santoro ieri, più o meno consapevolmente, tentava di fare? Di inaugurare un nuovo corso? L’uomo è abile e furbo. Comunque sia me lo auguro, il nuovo corso.

Se la Tv è lo specchio di questo Paese, magari una Tv di qualità aiuterà a migliorarlo. Ma per questo, certo, bisogna partire dalla premessa che la ‘Verità' , spesso, non è una sola e soprattutto non è arrogante.

E per Santoro e compagnia sarà dura.