Antigone

8 Novembre Nov 2014 1151 08 novembre 2014

Attovagliati a mille euro

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E' scandaloso che in tempi di ristrettezze, con difficoltà di finanziamento ai partiti, il Pd organizzi cene a 1000 euro a botta a questo scopo? In fondo si tratta di finanziamenti trasparenti, mica di soldi che arrivano dalle Cayman. O vogliamo forse rimpiangere le tangenti miliardarie?

Milano: la sala che ospita la cena di finanziamento del Pd (6 novembre 2014).

Ammesso che queste cene possano contribuire significativamente a raccogliere tutti i fondi necessari a finanziare un partito, ed è evidente che serve ben di più, resta il fatto che consentono di mettere insieme in poco tempo cifre significative. E non sono forse meglio finanziamenti alla luce del sole a mille euro che soldi raccolti a fatica, spicciolo su spicciolo, tra persone che hanno poche disponibilità, quelle che (in teoria) dovrebbero più stare a cuore al Pd? E poi come si fa a chiedere di contribuire a chi già fa fatica a tirare a fine mese...

Inoltre c'è da considerare che al sostegno al Pd col tesseramento, in un solo anno, hanno detto 'no grazie' in 400mila. Se mai si fosse organizzata una cena a pastasciutta e salsiccia a Renzi sarebbe stata fatale, avrebbe rischiato di essere colpito a morte dalle uova di cui è stato bersaglio in questi giorni. Il Pd la base non ce l'ha più. O meglio, la base è cambiata e quelle cene, per quanto aperte a tutti, conclamano un'esclusività che irrita e allontana chi il lavoro l'ha perso o ha perso l'azienda, magari non per incapacità, ma perchè lo Stato cui era obbligato a versare l'anticipo sulle tasse non pagava i propri debiti.

Ok, come direbbe Renzi, possiamo anche passare il concetto che imprenditori e lavoratori sono sulla stessa barca e non stare tanto a sottilizzare perchè se il Paese si riprenderà andranno bene tutti.

Ma la sostanza è che è difficile considerare obolo disinteressato quei mille euro. Per coloro che hanno aderito all'invito saranno pure poca cosa (diversamente non avrebbero partecipato), ma la cena lascia il retrogusto di un prezzo. Certo, nulla che sia così sconvenientemente evidente, l'adesione avviene semplicemente come un manifesto e concreto attestato di sostegno ad un Capo di Governo che si considera capace di imprimere una vera svolta.

Quella cifra resta un vincolo, un obbligo se non altro morale, una sudditanza psicologica in grado di incidere sulle decisioni future del Governo da parte di una categoria di persone che ha disponibilità, interessi e urgenze differenti dalla maggioranza dei cittadini. E il problema non è solo 'se' ma 'come' il Paese si riprenderà, con quali scelte. E non è detto che le priorità di chi ha pagato quei mille euro si trasformino in un vantaggio per tutti gli altri.

Dimostrare di agire nel vero interesse prevalente sarà la sfida di Renzi verso coloro che ancora gli concedono qualche chance. Gli stessi che coltivano ancora l' illusione che, finora, il capo del Pd non si sia fatto guidare da potenti che a quelle cene avrebbero tutto l'interesse a non farsi nemmeno vedere.

Diversamente, facciamo pure queste cene, ma non nascondiamoci dietro ad un dito, consapevoli che, in politica, la tentazione più grande resta sempre convincersi che sia giusto ciò che, più semplicemente, conviene. E non necessariamente al Paese.

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