Antigone

6 Febbraio Feb 2015 1506 06 febbraio 2015

La Teoria del Tutto e la pratica dell' amore

  • ...

Quanto può durare un amore, quanto può resistere alle prove che la vita impone anche quando queste erano attese, deliberatamente scelte? Quando è ora di lasciarsi?

E’ a queste domande che, sorprendentemente, ho trovato una risposta vedendo il film di James March ‘La Teoria del Tutto’, la storia di Stephen Hawking tratta dal libro della moglie Jane. Nella vicenda umana del grande astrofisico spicca infatti l’anatomia di un amore.

Da qui in avanti ci sono spoiler, regolatevi…

Felicity Jones è in nomination per l'Oscar come miglior attrice protagonista 2014 con La teoria del tutto.

A soli 21 anni a Stephen Hawking, promettente matematico, viene diagnosticata la distrofia muscolare progressiva. Davanti, solo due anni di vita da consumarsi in una lenta agonia: una mente geniale destinata a rimanere intatta in un corpo che la malattia avvilupperà in cerchi sempre più concentrici, immobilizzandolo. Jane, vincendo le resistenze dello stesso Stephen, lo sposa.

L’accettazione della malattia, l’amore che hanno l’uno per l’altra e la tenacia di entrambi compiono il miracolo di regalare loro tre figli e una vita piena. La mente di Stephen, il suo spirito indomito, la sua sottile ironia gli permettono di andare oltre la gabbia del corpo tanto da affermarsi come uno degli scienziati più noti al mondo. E’ lui il centro della vita di Jane e lei mette da parte le sue aspirazioni e non misura la fatica, sempre più gravosa, di assisterlo. Solo dopo molti anni di matrimonio Hawking è infatti disposto ad accettare qualcuno in casa che le dia una mano. E’ il giovane maestro del coro della chiesa, da poco vedovo, con il quale Jane apre dentro se stessa il varco alla possibilità di una vita diversa.

Lo si intuisce solamente perchè è un amore non detto, non vissuto. Un amore che conosce il limite del dovere, il confine imposto dal rispetto, l’imperativo delle promesse da onorare. Un amore che mette in secondo piano il proprio bisogno per un bisogno più grande, quello di Stephen e della famiglia. Un amore da soffocare sottraendo parole, evitando sguardi e scegliendo, alla fine, la separazione, la distanza e con esse il seppellimento di possibilità e desideri che finiscono per spegnere luce negli occhi di lei.

Eppure, sarà proprio Stephen, alla fine, a decidere di lasciare Jane per cominciare una nuova vita in America con un’altra donna. E’ l’infermiera che lo assiste e con la quale si crea presto quell’empatia che con Jane non c’è più, quella complicità che la vita ha usurato. Il modo in cui lo comunica a Jane è di una sorprendente naturalezza. Forse solo un fisico, solo un uomo così pragmatico può renderlo tanto semplice, dolce persino. Non servono molte parole per spiegare la fine di un amore. Finisce. Punto.

Le persone si incontrano, si amano si donano l’una all’altra in pienezza e nello stesso tempo, inconsapevoli, assolvono il loro compito con noi e noi il nostro con loro. Possono dedicarci l’intera esistenza e, nonostante questo, è giusto lasciarle. O lasciarle andare. E la cosa straordinaria è che si può farlo con amore e per amore.

Nel modo in cui Stephen comunica alla moglie che la lascerà per un'altra emerge questa semplice verità nella sua incontrovertibile chiarezza, come l’ esatta, lampante bellezza del risultato di un'equazione nella quale le incognite non ricomprendono mai i limiti imposti dall' egoismo o dall' obbligo. Con gli occhi le sta dicendo: sei nel mio cuore e resterai il mio bene, insieme abbiamo fatto qualcosa di meraviglioso. Sono grato all’amore. Quello che ho avuto per te e che tu hai avuto per me e che mi ha permesso di raggiungere traguardi meravigliosi. Comunque sia non ci perderemo, ma è il momento di andare oltre per il bene di entrambi.

E’ nuova vita per lui che dà nuova vita a lei.

La teoria del tutto di James Marsh è in nomination per l'Oscar come miglior film del 2014.

L’amore non si crea né si distrugge. Si trasforma e ci trasforma. Può durare all’infinito oppure no.

Come nella teoria di Hawking, anche per l'amore il tempo è un concetto immaginario. Non conosce il tempo. E’ eterno nella misura in cui è parte del flusso della nostra evoluzione, del tutto in cui siamo immersi e che, spesso, ci ostiniamo a non voler vedere.

Fino a quando non è il momento.

@Cinzia Zuccon