Antigone

25 Settembre Set 2015 1701 25 settembre 2015

Nessuna emozione è inutile

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Inside Out è un capolavoro non solo perché è costato cinque anni di lavorazione ed è riuscito a creare un universo immaginario della nostra mente in maniera straordinariamente efficace. Lo è perché riesce a veicolare un messaggio che riconcilia le diverse generazioni e che ci aiuta a fare pace, anche con noi stessi.

Sono cinque i personaggi che rappresentano le emozioni umane: Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto e Paura.

Ciò che si sedimenta, una volta usciti dalla sala, è la convinzione che nessuna emozione sia inutile e che dobbiamo amare anche gli aspetti di noi stessi che consideriamo meno ‘sani’, meno socialmente accettabili. Le emozioni hanno tutte un ruolo nella nostra esistenza perchè concorrono insieme alla nostra evoluzione e dobbiamo legittimare il ruolo di ciascuna.

Se la condizione della gioia è quella cui tutti aneliamo e che cerchiamo di coltivare nei nostri figli, è vero anche che ci sono momenti in cui è bene lasciare che questa si faccia da parte per fare in modo che sia la tristezza a guidarci; in altre occasioni persino la rabbia, se ben incanalata, diventa provvidenziale per scardinare situazioni di stallo.

Sceneggiato con la consulenza scientifica di Dacher Keltner e Paul Ekman, professori di psicologia dell’università della California, il film ha ricostruito la ‘cabina di regia’ della mente umana scegliendo, alla fine, di limitarsi a cinque dell’infinita gamma di emozioni che proviamo.

Quello che dobbiamo temere, ci ricordano i personaggi di Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto mirabilmente caratterizzati dai geni della Pixar, è la zona grigia che ci avviluppa quando siamo scollegati dalle nostre emozioni. E’ quello il buco nero che dobbiamo saper riconoscere e combattere. In quello stato tutto perde di senso, non c’è vita, ma solo possibilità di autodistruzione perché i valori alla base della nostra esistenza non sono più un riferimento, un'ancora.

Il film ci ricorda quanto sia importante e delicata la costruzione dei primi anni della nostra vita, la creazione di legami a fondamenta della nostra forza emotiva, ci richiama alla responsabilità del compito genitoriale, ma ci spinge anche a soffermarci sul fatto che noi, come i nostri genitori, i nostri amici, le persone che incontriamo, hanno vissuti differenti con i quali fare i conti e non tutti hanno avuto la fortuna di immagazzinare tante ‘biglie dorate’ sulle quali poggiare saldamente la propria esistenza.

E’ un film che ci invita ad essere più comprensivi, più indulgenti. Più umani.

Inside Out racconta della crescita di una bambina, ma in realtà anche quella di ciascuno di noi che non finisce mai. E ci ricorda che per trovare la forza di proiettarci nel futuro c’è bisogno, proprio nei momenti più duri, del coraggio di lasciare andare persone, situazioni e ricordi che, per quanto meravigliosi o dolorosi che siano, hanno svolto il loro ruolo e si sono trasformati in pesanti zavorre.

Permettiamo loro di abbandonarci, se vogliamo volare.

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