Antigone

2 Dicembre Dic 2015 1932 02 dicembre 2015

Lettera ad una professoressa

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Cara professoressa Cloe,

l'hanno chiamata carnevalata la tua, come se vivere una vita imprigionata in un corpo che non ti apparteneva fosse stato uno scherzo, come se la possibilità che Luca si presentasse in classe nei panni della donna che da sempre sentiva di essere non fosse stata una liberazione al termine di un percorso di sofferenze.

E mi dispiace che questo, alla fine, si sia rivelato un assist per tutti coloro che agitano lo spauracchio del 'gender'.

Perciò mi chiedo se ti eri confrontata con qualcuno affinché la tua scelta di 'uscire allo scoperto' non venisse strumentalizzata. Il preside afferma di averti chiesto un po' di tempo per preparare i ragazzi alla tua scelta di presentarti in classe come donna, ma che tu non l'avresti accordato. Perchè?

Capisco che per te era semplicemente arrivato il momento di una conquista attesa da troppo e che si trattava di essere come ti senti realmente, senza ipocrisie.

E non è questo che dovremmo insegnare ai ragazzi? A non mentire? A essere se stessi? Ci scommetterei che nelle famiglie che si sono scandalizzate hanno sempre educato i ragazzini a non dire bugie.

Rispetto la tua scelta, ma credo anche che per diffondere il rispetto della diversità momenti così delicati vadano gestiti con la massima attenzione, diversamente si fa il gioco di chi quel cambiamento lo osteggia, come è accaduto.

Certo, la tua azione ha significato smettere finalmente di mentire, gridare una verità tenuta chiusa dentro per troppo tempo e chi può aver paura della verità? Di una verità che non fa male a nessuno e che non cambia il fatto di essere o meno una brava insegnante?

Tanti Cloe, troppi ancora. Tutti coloro che dentro se stessi hanno qualcosa di cui aver paura e tutti coloro che possono sfruttarti politicamente parlando di 'carnevalata'. E' benzina sul fuoco per chi conquiste come la tua vuole denigrarle, impedirle, legittimando i ragazzi della tua classe e il resto della gente a vederti come un essere ridicolo, non come l'insegnante che sei.

E questo clamore rende ancora più difficile ad altri, nella tua condizione, mostrarsi così come sentono di essere. Non è solo una battaglia tua, appartiene a tanti altri.

La faccenda ha scandalizzato i benpensanti che agitano crocifissi a mo' di clave e vanno in giro facendo la reclame ai presepi 'dimenticandosi' che Gesù si è sempre speso per dare dignità a coloro ai quali veniva negata. Sapeva bene a quali rischi si va incontro predicando verità e giustizia:

'Siate puri come colombe e prudenti come serpenti', diceva.

Ecco, il cambiamento ha bisogno di questo: di verità, ma anche di una certa dose di buonsenso.

@cinziazuccon

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