Antigone

16 Ottobre Ott 2016 1122 16 ottobre 2016

Se Benigni va alla Casa Bianca

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Roberto Benigni durante lo show.

Due premi Oscar, Paolo Sorrentino e Roberto Benigni, e quattro donne fenomenali: la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini, la campionessa paralimpica Bebe Vio, Fabiola Gianotti direttrice del Cern di Ginevra e Paola Antonelli, curatrice del Moma di NY. Sono le personalità che Renzi porterà a cena da Obama martedì sera. Ora, anche non avendo particolare simpatia per Renzi, è davvero difficile sostenere che la scelta non rappresenti l'orgolio italiano nel mondo. Tuttavia, dato che Benigni si è schierato per il Sì al Referendum poteva non scatenarsi la polemica sulla sua presenza di piccolo uomo opportunista e voltagabbana? Naturalmente no.

Non ci si può fermare lì dove le circostanze richiederebbero e cioè che Benigni è un premio Oscar, anche perchè immagino già il leone da tastiera Napalm51: 'Eh, facile vincere l'Oscar con un film sull' Olocausto, la vera bravura sarebbe stato farne uno prevedendo la guerra in Siria'.

Benigni non fa marcia indietro sul fatto che la Costituzione sia, nei suoi principi fondamentali, la più bella del mondo, ma forse proprio perché l'ha amata e diffusa ne ha intravisto anche i limiti a quasi 70 anni dalla sua promulgazione. Non è possibile prendere in considerazione questa possibilità? No, sicuramente 'c'è sotto qualcosa'.

Non è nemmeno contemplata la possibilità che non si possano condividere le scelte di Renzi ma si possa votare la riforma per se stessa. Non esiste. E Benigni di questa supposta 'non sinistra' è il collettore di strali e gli stessi che lo acclamavano quando portava in Tv la Costituzione, Dante e i 10 Comandamenti, oggi lo additano come sporco opportunista. Magari non era un Santo neanche prima, no?

Non meraviglia, del resto è la stessa sorte toccata pure a Enrico Letta all'indomani della sua dichiarazione di votare Sì al referendum. I commenti, da parte di chi pure lo aveva difeso a spada tratta dopo il tiro che gli ha giocato Renzi, erano univoci: 'Letta è di scuola democristiana e sicuramente vuole conquistarsi qualche poltrona'. Amen.

Il pericolo è sempre lì, dietro l'angolo: classificare come nemici, bugiardi e opportunisti tutti quelli che non la pensano 'come noi' e indipendentemente dalle circostanze. E la veemenza e l'intransigenza della maggior parte di coloro che sono schierati per il No non ammette discusioni: o con noi o contro di noi. Segnatamente, più spesso, si traduce in un 'O con Renzi o contro Renzi'. Insomma, se non sei per il 'No', semplicemente sei un minus quam perchè, come dice Crozza in una battuta di successo, il Paese si divide tra chi voterà 'Si' e chi invece la riforma l'ha capita. E in questo 'averla capita' è singolare che si ritrovino nemici acerrimi: dagli esponenti del Pd, ai Brunetta, ai Grillo, ai Salvini..

E se, poniamo, tutti gli altri italiani eccellenti invitati alla Casa Bianca si esponessero per il Sì? I film di Sorrentino diventerebbero patetici scimmiottamenti di Fellini, a Giusi Nicolini Renzi avrebbe sicuramente promesso di spostare Lampedusa nel Baltico, Beatrice Vio sarebbe una falsa invalida e, bene che vada, Gianotti e Antonelli due raccomandate.

P.S. A due giorni di distanza da questo post è purtroppo diventato evidente che è bastato solo accettare l'invito di Renzi per scatenare, anche contro Bebe Vio, la ferocia di quelli che 'stanno dalla parte giusta'.

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