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2 Agosto Ago 2012 1011 02 agosto 2012

Bollicine per Nursultan

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Si scrive di Bielorussia solo quando c'entrano gli orsetti o a Lukashenko viene proibito di andare alle Olimpiadi. Che nessuno faccia una piega quando a Buckhingham Palace arrivi Nazarbayev può sembrare un'altra storia, ma é la stessa faccia della medaglia.

Non parlo della politica, che ovviamente fa il suo mestiere servendo champagne a chi gli pare, quanto della stampa ignorante. Proprio nel senso che ignora: fatti, cose, persone. Per non dire della capacitá di analisi e approfondimento, attività di per sè impossibili quando si ignora. Questo vale per la stampa in senso stretto, cioé cartacea, e per i media in genere, tv, radio, interntet. E il problema non vale solo per l'Italia, s'intende.

Non é solo una questione di psicologia mediatica (bad news are good news): é il manicheismo strumentale dei quali i media sono imbevuti - molti inconsapevolemente per l'ignoranza di cui sopra, seguendo solo la scia di chi ha il timone - che confonde la realtà.

Da un lato Sasha-bashing, dall'altro bollicine per Nursultan. Suvvia. Due pesi e due misure, nella politica e nei media. Per la prima il concetto di democrazia é diventato molto elastico, un po' come quello di guerra o intervento umanitario, che cambia a seconda della prospettiva, ma sempre la medesima cosa è. Per i secondi si tratta di aver dimenticato il proprio dovere.

Perchè dunque Lukashenko é un paria e a Nazarbayev viene steso il tappeto rosso? La risposta é facile, basta cercarla.



PS: è dato per scontato che chi é arrivato sin qui sappia chi siano, da dove arrivino e cosa facciano i signori Lukashenko e Nazarbayev.









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