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16 Febbraio Feb 2013 0818 16 febbraio 2013

Tegole sulla testa di Yulia

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Da TMNews:

Sembra mettersi male per Yulia Tymoshenko, che dopo le prime due udienze preliminari nel processo sull'omicidio di Evgeni Shcherban, è stata accusata da due testimoni di aver pagato i killer del deputato ucciso nel 1996. Se ieri era stato Ihor Maryinkov a puntare l'indice contro l'eroina della rivoluzione arancione e l'ex primo ministro Pavlo Lazarenko, indicati come mandanti legati da interessi economici in contrasto con quelli della vittima, oggi è stato Serhiy Zaitsev a ripetere la medesima versione. Il teste è personaggio noto: uomo d'affari sposato con la sorella di Petro Kyrychenko, ex braccio destro di Lazarenko, Zaitsev è già stato testimone chiave nel processo svoltosi negli Usa in cui il socio in affari e alleato politico della Tymoshenko negli anni Novanta è stato condannato a nove anni per frode e riciclaggio. Oggi sostiene che i due sarebbero stati in combutta per eliminare Shcherban e la somma pagata per l'esecuzione sarebbe stata di tre milioni di dollari.

La difesa della Tymoshenko, che non si è presentata al tribunale di Kiev dove si stanno tenendo le udienze ed è ancora ricoverata nell'ospedale di Kharkiv, ha dichiarato che si tratta ancora una volta di testimonianze indirette e senza prove che non dovrebbero essere accolte dalla corte. La deposizione di Serhiy Zaitsev si basa su quanto Kirichenko avrebbe appreso da Lazarenko e non ci sono evidenze materiali.

Il braccio di ferro tra accusa e difesa sul coinvolgimento di Yulia Tymoshenko assomiglia però sempre più a un giallo hollywoodiano, e non solo perché Lazarenko prima di essere arrestato negli Usa aveva abitato nell'ex villa del noto attore Eddy Murphy. Già alla fine di gennaio il settimanale d'opposizione Dzerkalo Tyzhnya aveva ipotizzato che la chiamata a testimoniare di Zaitsev fosse in relazione ai suoi guai giudiziari e a quelli di sua moglie e in questo senso ci sarebbe stato un accordo più o meno tacito per incastrare l'ex Lady di ferro. Indagini contro i coniugi Zaitsev sarebbero state insabbiate ad hoc negli scorsi mesi. Non solo, il nome di Kirichenko è stato fatto già nel passato proprio accanto a quelli di Lazarenko e Tymoshenko nella lista dei mandanti dell'assassinio di Shcherban. A puntare il dito contro i tre l'anno scorso era stato Mykola Melnychenko, ex guardia del corpo del presidente Leonid Kuchma e figura un po misteriosa che ricorre in tutti gli scandali politici ucraini degli ultimi tre lustri.

Secondo la procura di Kiev che ha aperto il caso dopo mesi di indagini, Shcherban, elemento di punta del clan di Donetsk, sarebbe stato ucciso dai rivali di Dnipropetrovsk sullo sfondo della lotta per la gestione del mercato del gas, già controllato in parte dalla Uesu, la società di Yulia Tymoshenko. Sui conti suoi e di Lazarenko sarebbe transitato il denaro destinato ai killer. Entrambi hanno sempre respinto ogni addebito. Pavlo Lazarenko è stato rilasciato lo scorso novembre dal carcere degli Stati Uniti nel quale era detenuto e non ha fatto più ritorno in Ucraina.

Per Tymoshenko questo è il terzo procedimento giudiziario dopo quello in cui nel 2011 è stata condannata per abuso d'ufficio a sette anni di reclusione e quello in corso, aggiornato al prossimo 5 marzo, in cui è accusata di malversazione ed evasione fiscale sempre in relazione alla gestione della Uesu.

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