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6 Novembre Nov 2013 1559 06 novembre 2013

L'Ucraina e la diversificazione energetica

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Con il fiato del Cremlino sul collo, impegnata in una difficile partita sulla scacchiera delle forniture energetiche, tra prezzi da rivedere, bollette apparentemente non pagate, accordi e formule di acquisto e transito da rinegoziare, l'Ucraina tenta di liberarsi dal giogo russo con l'obiettivo dell'indipendenza energetica. Ieri il presidente Viktor Yanukovich ha annunciato un altro passo in questa direzione con la firma di uno sharing agreement da dieci miliardi di dollari con il colosso americano Chevron per lo sfruttamento del gas di scisto nel giacimento di Olesska, nell'ovest del Paese. Secondo il ministro dell'energia Eduard Stavitsky si tratta di una mossa determinante per sganciarsi dall'orbita energetica russa.

Chevron ha previsto l'investimento di circa 350 milioni di dollari per le prime esplorazioni, che dovrebbero completarsi nel giro di due o tre anni. Secondo le migliori previsioni ucraine, Olesska potrebbe sfornare sino a 8-10 miliardi di metri cubi per anno.

Il nuovo accordo si affianca a quello raggiunto, già all'inizio del 2013, con l'olandese Shell per l'esplorazione del campo di Yuzivska, nel Donbass. I due progetti fanno parte della strategia di diversificazione che Yanukovich ha avviato in Ucraina dal suo arrivo alla presidenza nel 2010 e che ha fatto accrescere nei mesi scorsi la tensione con la Russia.

Uno scenario che il quotidiano economico Kommersant descrive come una nuova guerra fredda in corso tra Kiev e Mosca, evidenziando l'opacità delle relazioni energetiche che ha sempre caratterizzato lo scambio tra i due Paesi e le differenti strategie adottate da Bankova e Cremlino siano alla base dei problemi che periodicamente esplodono, coinvolgendo anche l'Europa...

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