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10 Gennaio Gen 2014 1818 10 gennaio 2014

Caccia alle teste di Lenin

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Se lo stallo politico non si è ancora sbloccato, con l'opposizione che da un lato continua imperterrita a chiedere elezioni anticipate e le dimissioni di governo e presidente mentre dall'altro Victor Yanukovich e Mykola Azarov non si muovono di un millimetro, le uniche teste che rotolano in Ucraina di questi tempi sono quelle delle statue di Lenin.

Da quando l'imponente monumento di Vladimir Ilic che stava a due passi dalla Maidan è stato abbattuto durante i primi giorni di protesta a Kiev il mese scorso, sono già quasi una decina gli episodi analoghi verificatisi nelle ultime settimane in mezza Ucraina. Cioè nella metà centro-orientale e meridionale, quella ancora legata per storia e lingua alla Russia, visto che nell'altra metà i simboli comunisti e le statue dei padri rivoluzionari sovietici sono state di fatto bandite appena dopo l'indipendenza del paese da Mosca. Ultima capoccia ad avere letteralmente preso il volo è quella della statua di Lenin in una cittadina nella regione di Poltava, verso il confine russo.

Davanti al palazzo comunale di Mashevka, Vladimir Ilic, di cui il 21 gennaio ricorre il novantesimo anniversario della morte, è stato trovato così decollato questa mattina dalla polizia che ha subito aperto un'indagine per teppismo. Anche se non ci sono state rivendicazioni, l'ipotesi è che dietro la decapitazione vi siano gruppi nazionalisti.

A Kiev la responsabilità dell'abbattimento della statua di Lenin a dicembre se l'era presa orgogliosamente Oleg Tiahnybok, il leader della destra radicale che guida insieme con Vitaly Klitschko e Arseni Yatseniuk la rivolta contro Yanukovich. Se gli ultimi due rimangono dialetticamente su toni moderati, il populista di Svoboda non fa nemmeno finta di nascondere lo sciovinismo antirusso, spingendo sul pedale del nazionalismo e trovando dall'altra parte della barricata chi gli risponde pan per focaccia.

(Segue su TMNews...)

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