Bald Eagle

14 Agosto Ago 2013 0022 14 agosto 2013

Il più grande museo Apple del mondo, recluso in un container

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Il più fornito museo del mondo dedicato ad Apple. Non il secondo, il terzo o il quarto: il numero uno, sul pianeta Terra. Per meglio comprendere, utilizzando un paragone a sfondo religioso, se Cupertino, California, è la Mecca dei fedeli del culto della Mela di Steve Jobs, questa è Medina. Così è, o almeno dovrebbe essere, "All About Apple", il museo "contenente praticamente quasi tutta la produzione di personal computer, periferiche, accessori, prototipi Apple dagli albori del 1976 fino ai giorni nostri", come si apprende dal suo sito ufficiale, nato nel 2002 grazie a un'intuizione geniale di Alessio Ferraro, con sede a Savona, in Liguria.



L'Italia può vantare il miglior museo dedicato alla Apple, e la cosa è così poco conosciuta? La risposta, purtroppo, è affermativa. Ma non è questa l'unica brutta notizia. Perché, oltre a non godere della adeguata pubblicità e promozione, il museo, che dovrebbe rappresentare un patrimonio unico, un'eccellenza inarrivabile, una meta turistica per milioni di visitatori dalle Alpi alle Piramidi, non sembra neppure godere della più minima valorizzazione, al punto di non poter contare su una sede degna di questo nome. Inizialmente inaugurato nello scantinato delle scuole medie di Valleggia, piccola frazione della piccola Quiliano, comune che supera a malapena le settemila anime residenti, qualche anno fa "All About Apple" è stato trasferito nei container del campus universitario di Savona, dove è ubicato attualmente. Non visitabile dal pubblico, per giunta. L'ideale, per un museo.

A lanciare l'allarme è stata l'edizione genovese del quotidiano La Repubblica, con un articolo di Giulia De Stefanis, dall'alquanto appropriato titolo "Il Museo Apple ha la spina staccata". Non certo il trattamento che ti aspetti, per una esposizione che contiene - citiamo testualmente - "più di 7000 pezzi, tra cui 987 personal computer apple e 142 non-apple (macchine dell’epoca pre ms-dos: Commodore, Atari, Olivetti...), 244 monitor, 152 stampanti, 1330 periferiche minori (tastiere, mouse, floppy drive, dischi rigidi, accessori…), 1706 manuali, 1108 brochures, 144 poster, 951 titoli di software in cd-rom e floppy disk, 227 packages, oltre 200 spille e moltissimi accessori", conseguente al ritrovamento e all'utilizzo gratuito "di un considerevole patrimonio di computer Apple appartenenti a un magazzino dismesso della ditta Briano Computer di Savona". Più volte si evidenzia l'arretratezza di un'Italia che non riesce a esprimere il proprio potenziale e, a differenza di altri paesi in Europa e nel mondo, manca di valorizzare e "vendere al pubblico" in maniera consona le proprie eccellenze, ma in questo caso si va persino oltre, con un museo (e che museo!) che, oltre a non poter contare su di una sede, non può contare neppure sul pubblico, condizione essenziale per la sua stessa esistenza.



E pensare che, all'inizio, con l'entusiasmo che caratterizza tutto ciò che riguarda Apple (All About Apple, appunto), l'esordio del progetto ricevette persino il battesimo ufficiale della ditta californiana: nel giugno 2005, come dimostrato da ampia documentazione fotografica, la segreteria del museo ricevette un pacco di benvenuto targato Apple Computer America, la quale, dopo aver appreso la notizia della nascita dell'esposizione permanente, si complimentava con i liguri per la pregevole opera: "è chiaramente visibile, dalle fotografie dell’inaugurazione, che non vi manca di certo hardware Apple (in effetti, sembra proprio che ne abbiate più di noi!), così abbiamo pensato di spedirvi qualche poster disegnato di recente per vari prodotti e campagne di marketing". Un'emozione indescrivibile, per chiunque viva a pane e Apple. Tutto era iniziato nel migliore dei modi, e c'era pure la ciliegina, pardon la Mela, sulla torta.

Sapevano, i pionieristici creatori di All About Apple, che la strada sarebbe stata in salita. La stessa sistemazione nello scantinato di una scuola media, naturalmente, non è la sede ideale per il più grande e più importante museo Apple del globo terracqueo. Ma mai si sarebbero aspettati di ritrovarsi reclusi in un buio container di Savona, con oltre sette mila macchine, perfettamente funzionanti, interdette al pubblico. Con l'ottimismo trasmesso e tramandato da Steve Jobs ai suoi seguaci, si aspettavano il trasferimento, in collaborazione con la Fondazione De Mari, documentato sul sito ufficiale fin dal 2011, e si auguravano "un nuovo spazio più ampio e maggiormente fruibile, un contesto aperto, facilmente raggiungibile da tutti e frequentato dalle forze nuove degli studenti universitari". "Nel 2013", si legge tuttora, forse per scaramanzia, "il museo riaprirà al pubblico, e continuerà la sua ‘missione’ organizzando periodicamente giornate intere di apertura al pubblico (‘open day’) e partecipando ad esposizioni temporanee in vari comuni d’Italia, per rendere fruibile tutto il materiale accumulato e poter avere una maggiore affluenza di pubblico".

A metà 2013, si direbbe che le cose ancora non stanno così. E per questo motivo, l'Assessore alla Cultura del Comune di Savona, Elisa di Padova, e il Presidente della Spes, società che gestisce il campus universitario savonese, Alessandro Schiesaro, si sono incontrati per valutare tutte le possibili soluzioni per individuare una nuova - e, si spera, ottimale e definitiva - casa per All About Apple. Stando a quanto riportato dal giornale online locale SavonaNews, una possibile location potrebbe essere la Darsena della città costiera, vicino al centro, nonché immediatamente raggiungibile dalle greggi di croceristi che, settimanalmente, sbarcano nel capoluogo di provincia. L'obiettivo è trovare "una collocazione 'turistica', quale ad esempio proprio la Darsena, perché una realtà simile porta valore aggiunto alla città. E il Comune la supporterebbe con una comunicazione adeguata", ha dichiarato l'Assessore, che ha suggerito la creazione di uno speciale comitato composto da ente comunale, autorità portuale, università, e chiunque fosse interessato al mantenimento del museo sul suolo di Savona. Va da sé che, dato l'incredibile potenziale turistico e culturale rappresentato dal più grande sito Apple al mondo al di fuori di Cupertino, "All About Apple" rappresenti un prodotto che farebbe gola a molti, a cominciare da alcune grandi città italiane, quali Milano, Torino o Genova. Pronte a lanciarlo, potenziarlo, valorizzarlo al meglio, o comunque a non ospitarlo né in uno scantinato, né in un container abbandonato. Perché è vero che il mantra di Jobs recita "Stay hungry, stay foolish", siate affamati, siate folli. Ma avere il più grande museo Apple al mondo, e rinunciarvi, andrebbe aldilà della follia.

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