Bald Eagle

27 Agosto Ago 2013 0213 27 agosto 2013

La partita di Lamar Odom, campione NBA svanito per 72 ore

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La notizia è che non è scomparso. Questa buona nuova, tuttavia, sembra essere l'unico aspetto positivo emerso finora nella vicenda di Lamar Odom. Lamarvelous (dall'unione di “Lamar”, suo nome di battesimo, e “Marvelous”, meraviglioso) come soprannominato da molti nel periodo più roseo della sua carriera, classe 1979, ala di 2 metri e 8 centrimetri per 104 chilogrammi, (ex?) stella della National Basketball Association, campionato professionistico di pallacanestro a stelle e strisce, da tre giorni, era sparito. Svanito nel nulla. Per 72 lunghissime ore, nessuna notizia.
A darne l'allarme, il popolarissimo sito di gossip TMZ.com. Un portale di pettegolezzi, non di pallacanestro. Perché Odom non è solo un giocatore di basket e un signor atleta, miglior riserva nel 2011, vincitore di due campionati NBA con la casacca dei Los Angeles Lakers, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene 2004 e oro ai Mondiali di Turchia 2010. Oltre a essere un professionista dello sport della palla a spicchi, negli States è anche un volto noto del jet-set. O almeno, è tale dal 2009, anno in cui ha deciso di unirsi in matrimonio non con una ragazza qualsiasi, non con la fidanzatina del liceo, non con la compagna di banco dell'università, bensì con Khloé Kardashian, terzogenita del grande avvocato Robert George Kardashian, difensore di O.J. Simpson scomparso nel 2003, sorella dell'ereditiera e showgirl Kim Kardashian, nonché, come recita Wikipedia, “personaggio televisivo, imprenditrice, stilista, conduttrice radiofonica e televisiva”. La quale, protagonista di seguitissimi reality show sulla sua famiglia, ha più volte ospitato Lamar in televisione, fino a trasmettere il matrimonio in una puntata di “Keeping Up with the Kardashians”, in onda sul canale E!, e addirittura ad avere una serie tutta loro, “Khloé & Lamar”, avviata nel 2011.



“Lamar Odom è sparito e tutti quanti temono per il peggio – che possa essere da qualche parte in overdose di droga”. Le parole utilizzate da TMZ.com non potevano essere più esplicite, e hanno ovviamente destato non poco scalpore. Stando alle prime voci, prima di scomparire, tra Odom e la moglie Khloé ci sarebbe stata una animata discussione, conseguente al suo rifiuto di recarsi in terapia per presunti problemi di dipendenza da crack, culminata con la sua cacciata dalle mura domestiche. Quindi, il vuoto. Settantadue ore di panico, nel corso delle quali familiari e amici del cestista sono rimasti con il fiato sospeso. Proprio mentre l'ex pugile Mike Tyson annunciava al mondo intero il suo difficile e pericoloso rapporto con droghe e alcol, un altro atleta professionista, peraltro ancora ufficialmente in attività (lo scorso anno con i Los Angeles Clippers, seconda squadra losangelina che lo selezionò come quarta scelta assoluta al Draft 1999, ora free agent, cioè svincolato), faceva perdere le sue tracce per problemi analoghi.

Non era la prima volta, che il nome di Lamarvelous, il cui padre Joe è un ex tossico dipendente, veniva accostato a sostanze proibite. Nel novembre del 2001, nel suo secondo anno tra i professionisti, fu sospeso per aver violato il rigidissimo regolamento anti-droga della NBA per la seconda volta in otto mesi: in lacrime, ammise di aver fatto uso di marijuana. Ma l'erba non rientra nell'elenco delle droghe pesanti, neppure nei campionati Usa e, dopo le dovute scuse, tornò a giocare. E così è stato, per circa undici anni, in cui Odom ha fatto notizia per questioni squisitamente sportive, o di puro gossip. Fino a qualche giorno fa, quando si è appreso che, molto probabilmente, il rapporto morboso con il crack dura da due anni, ovvero da quel per lui maledetto 2011, annus horribilis in cui, pur avendo conquistato il premio di “Sesto Uomo dell'Anno” (miglior giocatore proveniente dalla panchina, primo nella storia dei Lakers), dovette prima piangere la morte di un cugino, quindi fu passeggero in un SUV che portò alla scomparsa di un giovane ciclista in un incidente e, infine, fu scaricato senza troppi complimenti dai gialloviola di Los Angeles, trasferito ai Dallas Mavericks senza riuscire mai ad ambientarsi.



A mettere fine alle voci e alle ipotesi più catastrofiche, dopo i tre giorni di silenzio, il suo agente Jeff Schwartz, che ha rivelato alla ESPN che Lamar Odom non è scomparso, ma si trova in un hotel di Los Angeles - senza specificare quale o entrare maggiormente nei dettagli – dove “gli amici stanno tentando di aiutarlo a superare un non meglio precisato problema di droga”. “Lamar non è sparito”, ha affermato Schwartz al giornalista Marc Stein. “Sua moglie sa esattamente dove lui si trova”. Non solo. Secondo l'agente “Giocare nella NBA rappresenta ancora una parte importante dei progetti di Lamar”. Dopo una stagione con una media di 4.0 punti, 5.9 rimbalzi in 82 gare con la maglia dei Clippers, per il 33enne Odom, attualmente senza un contratto, trovare una nuova sistemazione tra i pro' non sarà un obiettivo facile da raggiungere. Ma forse non è questa la sua principale preoccupazione, in questo momento. Molto probabilmente, la partita che Lamar Odom deve vincere, oggi, non è quella sul campo di gioco.

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