Bald Eagle

21 Settembre Set 2013 0115 21 settembre 2013

Tutti pazzi per GTA V: a New York, tre ragazzi si fingono poliziotti per saltare la coda

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Di GTA V, quinto episodio della saga videoludica di Grand Theft Auto appena sfornato dalla Rockstar Games, che sta macinando ogni record di vendita nella storia dei videogiochi d'oltreoceano, in questi giorni si è già scritto e letto di tutto. Non solo sulla stampa specializzata, ma anche su quella generalista, e - udite udite - persino sui giornali italiani, alcuni dei quali, con una buona dose di tipico provincialismo, hanno trattato il nuovo prodotto come un "oggetto misterioso". Forse, per quegli stessi giornalisti, per avere un resoconto un po' più dettagliato, bastava chiedere ai propri figli e/o nipoti. Per sentirsi rispondere, forse: "Ebbene sì, papà (o zio, o nonno), si chiamano videogiochi, esistono da circa trent'anni. E sì, sono un mercato che fattura qualche miliardo di dollari l'anno, in tutto il mondo. Curioso che ve ne accorgiate solo ora, vero?".



Come spesso accade, in occasione delle uscite più attese, esse sono accompagnate, nel nostro Paese, da cronache più o meno surreali. Non sono mancati gli articoli sui mostruosi dati di vendita. Poi, naturalmente, quelli un po' parrucconi sui videogiochi-violenti-che-rovinano-i-nostri-ragazzi, della serie "ai miei tempi, i giochi erano più sani" (omettendo di ricordare che i più grandi genocidi della storia dell'umanità sono avvenuti prima dell'avvento dei giochi elettronici). E ancora, quelli un po' indignati e un po' allarmistici, in merito all'ampia libertà concessa dallo stesso GTA V, il quale, oltre a permettere di compiere pressoché ogni atto criminale (virtuale), offre anche la possibilità - novità assoluta - di torturare i terroristi. Infine, i fantastici articoli "di colore" sulle lunghe code fuori dai negozi e sui tanti episodi di frenesia causati dall'atteso titolo. Perché davvero, sono tutti pazzi per GTA.



800 milioni di dollari in poco, pochissimo tempo. Scaffali vuoti. Rivenditori costretti a esporre cartelli di "tutto esaurito". Persone in fila per giorni. Ci mancava solo la tenda per dormire in strada per non perdere posizioni, come i die-hard fans di Guerre Stellari per l'uscita nelle sale di un nuovo episodio della serie. Davanti a un'attesa così spasmodica, qualcuno doveva pur tentare uno stratagemma per ottenere una copia del gioco prima degli altri, evitando di aspettare ore (magari inutilmente). E così, come spesso accade, collaterale alle news del lancio di GTA V (circa 3.610.000 risultati, se si digita su Google News), ecco arrivare la notizia che racconta la vicenda di tre ragazzi di New York che, per mettere le mani sul prodotto per PS3 prima degli altri, sono giunti a spacciarsi per agenti di polizia. Una storia tanto ridicola quanto vera, che farebbe impallidire la scena di "McLovin" nel film Superbad.



Vestire i panni dei poliziotti, per ottenere un videogioco in cui si vestono i panni dei criminali. Quasi un paradosso. Kirolos Abdel Sayed, Frank Santanastaso, and Matthew Kirsheh. Questi i nomi dei tre ventenni di Staten Island, New York City. "Tre idioti", come definiti dal New York Post di Rupert Murdoch, che all'uscita nei negozi di Grand Theft Auto V, qualche minuto dopo la mezzanotte, si sono spacciati per agenti del Dipartimento di Polizia di New York, così da saltare la coda di centinaia di persone nonché acquistare una copia (ciascuno) del gioco. Un piano architettato anche nei minimi dettagli, come confermato dal loro arrivo di fronte al centro commerciale con una vettura della polizia priva di codice di identificazione...acquistata a un'asta, quindi dotata di luci lampeggianti e sirene. E come confermato, anche, dai loro distintivi - ovviamente - falsi mostrati all'entrata.



"I'm with the NYPD". Ovvero, "sono con la polizia di New York", avrebbe anche affermato Abdel Sayed, con una certa sicurezza, al fine di entrare nel mall prima degli altri comuni mortali, per poi dirigersi verso un negozio della catena GameStop e, finalmente, poter ottenere l'atteso, agognato, desiderato videogame. Per i tre fans di GTA, tutto pronto per tornare a casa, levarsi di dosso gli indumenti da poliziotti, inserire il disco nella PlayStation 3 e iniziare a giocare, magari con l'accompagnamento di Coca-Cola, birra e pop-corn. Missione compiuta, o quasi. Perché nell'uscire dal parcheggio del centro commerciale, forse presi dalla foga di provare il videogioco, o dal timore di essere scoperti, i malcapitati non hanno rispettato diversi "stop", cosa che ha insospettito una pattuglia della Polizia. Quella vera, che li ha immediatamente fermati e identificati. Abdel Sayed, Santanastaso e Kirsheh, per la loro bravata, dovranno così rispondere all'accusa di criminal impersonation, ovvero "sostituzione di persona", un reato che potrebbe costare loro fino a un anno di prigione. Un esito imprevisto, per i tre finti poliziotti, che non sono riusciti a portare a termine la loro missione e che, rispetto a quanto accade nella serie GTA quando si viene acciuffati dalla polizia (busted!), ora non potranno né resettare, né ricominciare la partita dall'ultimo salvataggio.

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