Bald Eagle

28 Settembre Set 2013 0129 28 settembre 2013

Ted Cruz, il senatore Usa che ha parlato 21 ore consecutive per fermare la riforma sanitaria

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Digitando il suo nome su Google News, i risultati nella nostra lingua si contano sulle dita di una mano. Dei quotidiani nazionali, solo Europa, con le cronache di Martino Mazzonis, qualcosa su La Repubblica, gli ottimi Glauco Maggi su LiberoStefano Magni su L'Opinione, gli hanno dedicato un po' di attenzione; sul web, invece, il pezzo di Michele Di Lollo su The Right Nation è uno dei pochi racconti degni di nota al riguardo. Eppure, quanto ha compiuto il Senatore americano Ted Cruz non è proprio impresa di tutti i giorni, e meriterebbe di certo maggiore risalto.



Ventuno ore, diciannove minuti e una manciata di secondi. È questa la impressionante durata dell'intervento pronunciato da Cruz nei giorni scorsi, nell'aula del Congresso statunitense. Un “filibuster speech”, ovvero un discorso a oltranza, per fare ostruzionismo nei riguardi di una legge che non si condivide, solitamente per rallentare, bloccare o fare scadere i lavori parlamentari o, come in questo particolare caso, per fare sì che un provvedimento non venga rifinanziato. E proprio questo era l'obiettivo del Senatore, fare sì che la tanto controversa e discussa riforma sanitaria voluta dall'Amministrazione Usa, la cosiddetta “Obamacare”, non ricevesse più denaro, in piena linea con quanto da lui sostenuto più volte, nei mesi precedenti, sposando la campagna della Heritage Foundation, “Defund Obamacare”.


“Parlerò finché non sarò più in grado di reggermi in piedi”, aveva minacciato l'esponente del Partito Repubblicano. E così ha fatto. Anzi, è andato ancora oltre le sue stesse previsioni. Perché nella sua maratona, trasmessa anche in diretta streaming, si è concesso solo qualche minuto di pausa, sostituito dal Senatore Mike Lee, senza tuttavia mai abbandonare l'aula. Un lungo, lunghissimo, estenuante discorso - nel quale ha sì trattato argomenti politici, ma anche letto le favole della buona notte alle sue figlie, elogiato gli hamburger della catena White Castle, imitato Darth Vader di Star Wars, menzionato i testi sacri e “Green Eggs and Ham” di Dr. Seuss, e citato parti del capolavoro oggettivista “La rivolta di Atlante” di Ayn Rand – che è già entrato nella storia della politica americana, avendo ottenuto una durata maggiore di altri celebri, quali Rand Paul o Robert Byrd. Sono ben pochi i “filibustering” durati di più, nella storia, tra i quali si ricorda il Senatore Strom Thurmond nel 1957 (24 ore), e Alfonse D'Amato, repubblicano di New York, nel 1986 (più di 23 ore).




L'impresa di Cruz, contestato anche da ampie fette del suo stesso partito di appartenenza, è servita a ben poco, dal punto di vista dei risultati sul campo. Il suo obiettivo, ovvero fermare l'Obamacare, non è stato raggiunto, cosa di cui era forse lui stesso al corrente. Tuttavia, il discorso senza sosta è servito a lanciare il Senatore Repubblicano del Texas, anagraficamente e politicamente piuttosto giovane in quanto classe 1970, su tutti i maggiori network americani per giorni, talk show satirici compresi, facendogli così ottenere notevole visibilità nazionale. Non era però questo l'unico traguardo che si era probabilmente fissato, prima di iniziare a parlare. Come ha notato il sempre puntuale Chris Cillizza, titolare di The Fix sul Washington Post, l'obiettivo di Cruz era “fare sì che ogni singolo conservatore Repubblicano nel Paese sapesse che sulla singola tematica che li anima e li unisce di più, lui è il loro punto di riferimento. E che lui li ascolta quando nessun altro lo fa”. Una mossa politicamente astuta e remunerativa, insomma, un modo scaltro per bypassare l'establishment di partito, nei giorni scorsi non troppo tenero con lui, e rivolgersi direttamente alla base.


“Ciò che Cruz è interessato a diventare è una figura nazionale nel Partito Repubblicano e, sì, se le tessere del domino cadono nel modo giusto, candidarsi a presidente nel 2016”, notava ancora Cillizza – lettura obbligata per tutto ciò che è politica a stelle e strisce – dopo sole due ore dall'inizio del filibustering. Uno sparo nel buio? Una previsione troppo azzardata? Una missione estremamente ambiziosa? A giudicare dai sondaggi post-maratona, si direbbe di no. Perché oggi, stando ai risultati di uno studio condotto da Public Policy Polling (tendenzialmente posizionato a sinistra) sui candidati per la nomination del GOP alla Casa Bianca nel 2016, Cruz è risultato il più gettonato, con il 20% delle preferenze. Otto punti in più rispetto a luglio, unico esponente a guadagnare più di un punto percentuale negli ultimi mesi, seguito dal Senatore Rand Paul (17%), dal Governatore del New Jersey Chris Christie (14%), dall'ex Governatore della Florida Jeb Bush (11%), il Senatore Marco Rubio e il deputato Paul Ryan, entrambi al 10%. Dunque, passare un'intera notte a parlare per tentare di fermare Obamacare, può non essere l'ideale per la salute, può attirare le ire dei colleghi di partito e può essere oggetto di scherno da parte dei media e dei comici televisivi. Ma, nel caso di Ted Cruz, può anche servire per guadagnare consensi. E, perché no, ottenere pole position per future candidature.

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