Bald Eagle

6 Luglio Lug 2014 1722 06 luglio 2014

Proud Whopper, Burger King lancia l'hamburger gay

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In prossimità del San Francisco Pride - o meglio del “San Francisco Lesbian, Gay, Bisexual, and Transgender Pride Celebration”, festival/parata arcobaleno che da oltre quarant'anni si tiene a fine giugno nella città della California settentrionale – la grande catena di fast food Burger King ha deciso di allinearsi con lo spirito dell'iniziativa, e di lanciare un nuovo elemento all'interno del proprio classico menù, il Proud Whopper. Ovvero, l'hamburger del gay pride.

Per chi non lo conoscesse, il Big Whopper è, sin dal lontano 1957, il prodotto più rappresentativo del gigante della ristorazione americano (e del suo ramo australiano Hungry Jack's). Un panino conosciuto – e apprezzato – al pari del Big Mac del rivale McDonald's (affermazione che genererà discussioni tra i sostenitori della superiorità di una o dell'altra azienda), così popolare da convincere Burger King ad autodefinirsi, nelle sue campagne pubblicitarie, come “the Home of the Whopper”, la casa dello Whopper. Insomma, un nome conosciuto a tutti, una vera e propria istituzione americana, condensata in circa seicento chilocalorie. Modificata, solo per il gay pride, nel Proud Burger, in edizione limitata.

Una novità, lanciata dal brand con una massiccia campagna sui social media e con un video di circa due minuti pubblicato su YouTube. Il Proud Whopper è stato venduto ai clienti del ristorante sito nella centrale Market Street, proprio nel cuore della parata del San Francisco Pride, e si è presentato ai clienti avvolto da un incarto con i colori della bandiera arcobaleno, senza alcun dettaglio sui suoi contenuti. A rendere l'iniziativa ancor più singolare e accattivante, infatti, è stata la scelta della società di non specificare la composizione del Proud Whopper, anche al fine di stimolare la curiosità dell'utenza. “Gradisce un Proud Whopper?”, chiede al cliente il dipendente di Burger King alla cassa, nel video diffuso dall'azienda. “Qual è la differenza?”, ribatte stupito l'avventore. “Non lo so”, è la risposta del cassiere.

Che sia più dolce? O più amaro? Più grande? Più salutare? Per conoscere i contenuti del nuovo prodotto e l'eventuale variazione di gusto rispetto al già conosciuto Big Whopper, è stato necessario acquistarlo e assaggiarlo. E fare, così, una scoperta sorprendente: non c'è alcuna differenza. Il Proud Whopper è esattamente come tutti gli altri panini venduti da Burger King, e ha lo stesso, identico gusto del Big Whopper. Anzi, è proprio come un Big Whopper. E ad accompagnare la rivelazione, una frase contenuta nell'involucro color arcobaleno, visibile solo dopo averlo aperto e mangiato: “We are all the same inside”. Ovvero, siamo tutti uguali, dentro.

Un messaggio chiaro, quello di Burger King, che non ha avuto timore di prendere posizione su tematiche di attualità, all'insegna del suo più recente slogan “Be Your Way”, traducibile come “Sii a modo tuo”. “Questo mostra chi siamo, come brand”, ha affermato a USA Today il vice presidente del global brand management dell'azienda, Fernando Machado. “Dimostra come, come marchio, crediamo nell'opportunità di esprimere se stessi”. A dispetto della tradizione di città liberal e tollerante, anche a San Francisco non sono mancate reazioni indispettite nei riguardi della novità proposta dalla catena di fast food. Che la compagnia, con un'abile mossa di marketing, ha ovviamente raccolto in video, inserendole nel filmato promozionale dell'iniziativa. Compresa la reazione di un cittadino che, fermato per strada, ha chiesto se “i gay vanno a mangiare ai fast food”, o di un altro che sostiene di 'non credere nello 'stile di vita omosessuale''.

Dopo l'esperimento di San Francisco nella scorsa settimana, per il momento, il gigante internazionale della ristorazione non pare avere intenzione di ripetere l'idea del “Proud Whopper” o di estenderla ad altre aree degli Stati Uniti o del mondo. Tuttavia, l'azienda non esclude azioni analoghe, né nasconde di voler essere sempre più partecipe nei dibattiti relativi a tematiche etiche e di attualità, per far sentire la propria voce. Una mossa che, oltre a rappresentare una scelta “politica”, riguarda ovviamente anche precise strategie di marketing. “Vogliamo davvero rappresentare più di hamburger, patatine fritte e frullati”, ha aggiunto Machado, “e occupare uno spazio che sia più significativo per la gente”.