Bald Eagle

14 Agosto Ago 2014 0916 14 agosto 2014

Ice Bucket Challenge, secchi di acqua gelata per combattere la SLA

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Da circa due settimane a questa parte, negli Usa, il trend si chiama “Ice Bucket Challenge”. Letteralmente, la “Sfida del Secchio di Ghiaccio”. Chiunque segua qualche network a stelle e strisce su Internet, specialmente su social network quali Facebook, Twitter, Instagram e Vine, avrà senza dubbio notato, negli ultimi giorni, un moltiplicarsi di immagini, ma soprattutto video, di persone intente a rovesciarsi in testa intere ceste piene di acqua gelata. Un gesto generalmente associato a una vittoria sportiva, e solitamente riservato (a tradimento) ad allenatori e general manager, da parte dei giocatori, durante le celebrazioni per il successo ottenuto. Oggi, però, si sta diffondendo in tutti gli Stati Uniti, e il fenomeno estivo, in breve tempo, è diventato viral sulla rete, coinvolgendo anche personalità illustri dello sport e dello spettacolo, grazie al celebre sistema delle “nomination”: chi lo effettua, in video, è infatti tenuto a chiamare in causa un'altra persona, che a sua volta dovrà nominarne un'altra. E avanti così, senza soluzione di continuità.

Perché fanno tutto questo? Non solo per combattere l'afa e il caldo (ed effettivamente le alte temperature estive d'oltreoceano contribuiscano ad agevolare e a rendere più sopportabile la pratica). La “Ice Bucket Challenge”, o #IceBucketChallenge per dirla con un hashtag, è una iniziativa lanciata dalla ALS Association, ovvero la principale associazione non-profit contro la SLA - Sclerosi laterale amiotrofica, conosciuta anche come “Morbo di Lou Gherig” - al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti di questa rara malattia neurodegenerativa. Il fenomeno ha preso il via da un'idea di Pete Frates, 29enne ex giocatore di baseball del Boston College cui è stata diagnosticata la SLA due anni or sono, il quale ha preso l'impegno, assieme alla sua famiglia, di diffondere nel mondo la conoscenza del morbo, al fine di fare quanto possibile per aiutare la ricerca e trovare una cura.

A tutti, la sfida, entro 24 ore dalla nomination: rovesciarsi addosso il secchio di acqua ghiacciata, o provvedere a effettuare una donazione alla Associazione. O, eventualmente, entrambe le cose. Il risultato è stato al di sopra di ogni più rosea aspettativa: sono tantissimi coloro che hanno risposto all'invito, comprese numerosissime celebrità, da Ethel Kennedy (vedova di Robert) alla pop star Justin Timberlake, dall'attrice Emmy Rossum alla stella dei Green Bay Packers Aaron Rodgers, passando per il governatore del New Jersey Chris Christie al commissioner della NFL Roger Goodell, il presentatore NBC Jimmy Fallon (in compagnia del gruppo hip-hop The Roots) e persino il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. Dall'esordio della Ice Bucket Challenge, la ASL Association ha raccolto oltre 4 milioni di dollari in donazioni (quattro volte tanto rispetto all'anno precedente, nel medesimo periodo). “Non abbiamo mai visto niente di simile nella storia della malattia”, ha affermato Barbara Newhouse, Presidente della associazione che, dal 29 luglio a oggi, ha dato il benvenuto a 70 mila nuovi donatori.

Maratona di solidarietà che raccoglie sempre più adesioni, la Ice Bucket Challenge non si ferma, anzi prosegue, come ogni “social media firestorm” che si rispetti. Mentre il Presidente americano Barack Obama – nominato dalla 86enne Ethel Kennedy - ha reso noto, attraverso il suo portavoce Eric Shutlz, che non parteciperà direttamente, ma che farà pervenire una cospicua donazione, ora stanno iniziando a diffondersi anche le sfide collettive. Qualche giorno fa, più di duecento persone, tra cui anche i genitori di Frates, si sono date appuntamento a Boston, a Copley Square, per rovesciarsi acqua gelida addosso contemporaneamente, lanciando il guanto di sfida verso le popolazioni di New York City, Los Angeles e Chicago, invitate a fare lo stesso. Come prevedibile, non tarderanno a rispondere, e a coinvolgere altre città, per sensibilizzare sempre di più una nazione in cui, dati alla mano, solo il 50% dei cittadini sa cosa sia la SLA. “La Ice Bucket Challenge sta facendo la differenza. Se le donazioni sono state assolutamente incredibili, la visibilità che il morbo sta ricevendo come risultato della sfida è davvero inestimabile. Le persone che non hanno mai sentito della SLA prima d'ora sono ora coinvolte nella battaglia per trovare tratamenti e cure”, ha dichiarato ancora la Newhouse. E chissà che un giorno, la moda solidale di farsi una doccia con un secchio di acqua gelata non attraversi l'Atlantico, per arrivare anche sulle nostre coste.