Bald Eagle

2 Maggio Mag 2015 0005 02 maggio 2015

La giornalista che ha lasciato il lavoro da 95 mila dollari per trasferirsi ai Caraibi a vendere gelati

  • ...

Siamo tutti Noelle Hancock. O meglio, tutti vorremmo essere lei. Quante volte, parlando con amici e parenti, lamentandoci del lavoro e degli stress quotidiani, abbiamo azzardato la battuta “basta, uno di questi giorni mollo tutto e vado (inserire nome di luogo esotico)”? Il chiringuito in Brasile, cocco sulla spiaggia messicana, il pollo alle Barbados. Le varianti sono infinite. Il concetto, però, sempre il medesimo: abbandonare i ritmi che la vita ci impone, e cambiare completamente esistenza, oltre che fuso orario. Un evergreen delle discussioni tra amici e colleghi di lavoro, e che naturalmente, nel 99 per cento dei casi, si rivela essere nulla più che un sogno a occhi aperti, un miraggio, o più semplicemente una boutade da ora dell'aperitivo.

Noelle Hancock, invece, fa parte di quella minoranza di persone che, oltre a promettere di mollare tutto per successivamente cambiare latitudine e avviare una nuova vita, lo ha fatto veramente. Dicendo addio al suo lavoro da giornalista da 95 mila dollari l'anno a New York City, per trasferirsi nei Caraibi e avviare una nuova carriera da bartender in un negozio di gelati, a circa dieci dollari l'ora. È tutto vero, e la sua storia, raccontata dalla stessa Hancock su Cosmopolitan, è in breve tempo diventata virale sul web e sui media statunitensi.

Laureata alla prestigiosa università di Yale, la 35enne Noelle si sentiva “isolata e schiacciata” dalla sua vita nella Grande Mela. “New York è una città competitiva”, ha scritto, “devi passare la maggior parte del tuo tempo a lavorare per permetterti di viverci, e il lato negativo di vivere in mezzo a così tante persone ambiziose è che loro sono spesso super impegnate”. “Alle volte non vedevo i miei amici più cari per mesi. Tentare di trovare il tempo di incontrare un amico per un drink era più difficile che essere ammessi al college (e i cocktail cari quanto il college)”, ha evidenziato ancora. Lamentando una quotidianità dai ritmi intensi e, in certi casi, quasi alienante: “È ironico sentirsi soli su un'isola di 4 milioni di persone, ma mi sembrava di passare la mia vita a fissare schermi: pc portatile, telefono cellulare, iPad – che diamine, persino i taxi e gli ascensori avevano televisori al loro interno. Mi sentivo stressata, non ispirata, e disconnessa”. E pensava costantemente alla prossima vacanza.

Così, il cambio. La Hancock ha dapprima chiesto ai propri amici, su Facebook, di consigliarle alcune destinazioni dei Caraibi. Sei settimane dopo, ha messo fine al contratto d'affitto del suo appartamento, venduto ciò che aveva e acquistato un biglietto di sola andata per St. John, la più piccola delle Isole Vergini americane. Un salto nel vuoto, senza paracadute, in un posto dove non era mai stata prima. Un luogo paradisiaco dove, a quattro anni dalla scelta di vita, oggi lavora come barista in un piccolo locale che vende gelati sull'isola. Per nulla pentita della scelta effettuata. Anzi, per Noelle si tratta di una versione riveduta e corretta del celeberrimo American Dream, per buona parte del ventesimo secolo legato a concetti quali l'accumulare ricchezze e beni materiali. “Penso che negli ultimi dieci-venti anni, la gente abbia iniziato a realizzare che le 'cose' non servivano a dare la felicità. Sono le esperienze – specialmente le nuove esperienze – a rendere felici”. A coloro che la invidiano, risponde: “Sono incredibilmente fortunata, ma bisogna essere anche disposti a cambiare la propria vita completamente e lasciare dietro a sé tutto ciò che ci è familiare”. Anche per questo, siamo tutti Noelle Hancock. O meglio, tutti vorremmo essere lei.