Bald Eagle

27 Agosto Ago 2015 1805 27 agosto 2015

Ivano Cheers, savonese che realizza videogiochi ai Caraibi

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Se già 'vivere ai Caraibi' rappresenta, di per sé, un desiderio condiviso da buona parte del mondo occidentale, qui ci troviamo di fronte a qualcosa di ancora ambito. Ovvero, vivere ai Caraibi e realizzare videogiochi di successo in tutto il globo. Un vero e proprio sogno, che qualcuno è riuscito a trasformare in realtà. È la storia di Ivano Canobbio, meglio noto come Ivano Cheers, giovane originario di Savona che sei anni or sono ha fatto le valige e si è trasferito all’estero, prima in Olanda, quindi nell’isola caraibica di Curaçao, per fondare una software house, la Soloweb Studios.

Lo scorso giugno, dopo circa un anno di sviluppo, con la sua azienda ha lanciato su scala mondiale Aero's Quest, ovvero il primo videogame venduto su scala mondiale da una casa di produzione centro-americana. 'Aero's Quest richiama decisamente gli anni ’80 e ’90 per grafiche volutamente retrò, senza scendere però nella più comune pixel-art, e sonoro che richiama l’era dei 16bit, in più è un 2D in un mondo ormai dominato dal 3D', spiega Ivano, che ha circa 17 mila seguaci sulla sua pagina Facebook. 'Questo è probabilmente anche ciò che lo differenzia maggiormente dagli altri titoli moderni. Anche dalle recensioni ricevute, è evidente che i giocatori più ‘anzianotti’ percepiscano questo feeling, che l'ispirazione per il game-play è molto anni '80 e anche il feeling generale. Nonostante tutto, pero’, abbiamo aggiunto alcune tecniche – shaders, particle systems e parallax – che all'epoca non sarebbero potute esistere per ovvie limitazioni dei dispositivi”.

L'amore per i videogame, per lui, nasce trent'anni fa, nelle sale giochi della Liguria. “Da bambino, e parlo degli anni ’80, ho vissuto la nascita e la crescita delle sale arcade, o quelli che ai tempi si chiamavano semplicemente videogiochi da bar: queste macchine mangia-monete erano sicuramente affascinanti per me, anche se non sono mai stato un grande giocatore. Preferivo guardare, ammirare e, crescendo, capire come queste 'scatole magiche' lavoravano. Poi con l’avvento dei personal computer – il mitico Commodore 64 prima, l’Amiga dopo – tutto si è semplificato, perché potevo testare, provare e capire direttamente da casa. Ho sempre visto i videogiochi come un’espressione o una forma d’arte: teoria che si è rafforzata negli anni, fino a oggi', aggiunge Ivano.

Oggi, i Caraibi, ottomila chilometri di distanza dalla terra d'origine. “Vivo e risiedo a Curacao, una piccola isola nel sud dei Caraibi parte delle Antille ABC (ex Antille Olandesi), nota in Europa probabilmente per il celebre liquore di colore blu – tra l'altro non venduto qui, ma solo esportato. Il salto è stato tutt’altro che diretto: poco dopo i vent’anni ho lavorato in Grecia e poi sono andato in Olanda, dove ho vissuto fino a sei anni fa. In Italia, da ventenne, non riuscivo a vedere evoluzione nelle cose e, indirettamente, anche nella mentalità delle persone: avevo bisogno di nuove esperienze, stimoli: da la decisione di cambiare aria', spiega il programmatore ligure trapiantato in centroamerica. 'In Olanda ho praticamente costruito tutta la mia vita professionale, è una nazione che mi manca molto, ma il clima caraibico, la mentalità e – in tutta onestà – il regime fiscale mi hanno convinto a lasciare i Paesi Bassi per quella che, ai tempi, era un’isola parte del regno olandese. Conoscevo già bene Curaçao perché la mia azienda aveva già una sede qui, oggi sede ufficiale, e io stesso venivo qui in vacanza spesso'.

Un lavoro da sogno, in una location da sogno. Ma anche una scelta di vita, che vede impegnato Ivano Cheers nello sviluppo e nella crescita di un nome importante nella galassia videoludica. “L'obiettivo principale è costruire un marchio, un brand facilmente riconoscibile non solo nella nostra zona – Soloweb è l’unico studio caraibico – ma a livello internazionale. I giochi indipendenti, comunemente chiamati Indie, sono sempre più comuni e vogliamo sfruttare questo momento per migliorare il nostro marchio aumentando la nostra qualità generale. Con Aero’s Quest abbiamo aperto una partnership con il noto studio americano Raven’s Eye Studios e vogliamo continuare con collaborazioni in questa direzione. Il progetto Aero's Quest inoltre, non è ancora finito, e le console di nuova generazione sono davvero a un passo”.