BimbAbordo

14 Gennaio Gen 2014 1244 14 gennaio 2014

Barricatevi in casa, compratevi un paraorecchie

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'Dispenser di consigli non richiesti'. Si chiama così - almeno io l'ho ribattezzata così - la categoria nella quale rientra l'80% abbondante delle persone che ci circondano (conosciute o sconosciute che siano) non appena vedono un lieve rigonfiamento del ventre e fino a parto avvenuto. Ahime molte amiche già mamme 'svezzate' mi dicono che la 'sindrome del dispenser' prosegue molto spesso anche dopo, con una particolare attenzione ai primi mesi di vita del bambino, soprattutto se di mezzo ci sono l'allattamento e la scelta della pesantezza/leggerezza dell'abbigliamento da fargli indossare e il ritmo sonno-veglia.

Voi iniziate serene la vostra gravidanza seppure con i mille dubbi che ogni donna si trascina dal giorno del test. Iniziate a fare i vostri primi esami e la visita dal ginecolo.
LO STRESS A TAVOLA. Ed ecco che scatta la cena fuori: occhi puntati su di voi. 'Ma sei sicura che questo puoi mangiarlo'? 'Ma sei matta???'. E ancora: 'No no, occhio che c'è un pomodirino nel piatto e una foglia di basilico a crudo sulla pizza..se la mangi rischi la toxoplasmosi. E non vuoi rischiare, vero???'.
Stesso scenario ma sceneggiatura diversa. Alias un'altra cena con altra gente: decidi di 'darti un tono', di fare la brava gestante praticante osservando TUTTE le regole del ben mangiare per la futura salute del bambino. Niente insalata o verdure non lavate. Ordinate una pizza margherita ma chiedete espressamente a voce alta di non mettervi su quella malefica foglia di basilico perché, spiegate, siete incinta. Ed ecco che dall'altro capo del tavolo qualcuno esclama: 'Oh mamma che esagerazione! Se cominci così siamo rovinate'. Poi sempre quel qualcuno cerca di versarvi del vino o della birra per un brindisi conviviale e voi, con un sorriso, gentilmente declinate spiegando che no, preferite non bere alcolici ora che siete in gravidanza.
Apriti cielo!!! Arriva l'ennesima risposta: 'Certo che sei proprio esagerata! Ma cosa sarà mai un bicchierino. Portami le prove scientifiche che non puoi bere perché io davvero non ci credo'.

IL COMPLESSO DELLA PANCIA. Pranzi godibilissimi a parte, la 'tortura' però non finisce qui. Prosegue nei mesi. E cresce. In maniera direttamente proporzionale al lievitare della pancia. Cosi vi capita magari intorno alla fine del sesto mese in cui la rotondità del ventre è giustamente evidente ma tuttosommato vi sentite in gran forma. E di chili ne avete presi davvero pochi. Entrate in un negozio e subito qualcuno vi ferma e vi dice: 'Che bel pancione!! Proprio bello grosso'. E ancora: 'Si vede che siete alla fine'. 'Manca poco ormai non è vero?'.
E voi, con lo sguardo del panico cercate uno specchio intorno a voi, per sbugiardare l'insolente signora e cercare conferma dell'immagine di voi che avevate appena ammirato orgogliose in ascensore.

IL COMPLESSO DEL BAMBINO GRASSO. Il complesso del bambino grasso è strettamente correlato al punto sopra. E arriva in automatico (che arrivino o meno commenti specifici sulla 'stazza' o il 'percentile' di crescita del nascituro) non appena qualcuno vi bracca e vi pone le domande riportate nel paragrafo sopra. Avere una pancia grande (o 'grassa' come qualcuno ama definirla) non è solo un colpo alla vostra autostima ma soprattutto un colpo al cuore perché nella vostra mente già provata dagli ormoni parte un sillogismo che NESSUNO - neppure il vostro ginecologo dopo l'ecografia - sarà più in grado di sradicare dalla vostra mente fino al giorno del parto: 'Se ho una pancia grosso dunque ho un bambino grossissimo, dunque il mio parto sarà terribile e dolorosissimo e produrrò un tonnotto di dimensioni ciclopiche'.

Di preoccupazioni e convinzioni errate - spesso indotte da terzi sconosciuti - ce ne sarebbero altre mille da elencare. Ma rischiereste di partorire incollate allo schermo del pc per finire di leggere questo post. Basta quindi qualche piccolo e significativo esempio come quelli sopra riportati.
Già così potete serenamente procedere verso la sala travaglio con la giusta dose di ansie.
Ah, prima di dimenticarmene. Un'ultimo consiglio (non richiesto) ve lo do io: Se siete al nono mese e tutto procede bene non fatevi vedere troppo in giro. La gente potrebbe iniziare a sospettare. A farsi strane idee. E poi a sentirsi in dovere di dirvi: 'Nelle sue condizioni, signora, sarebbe prudente restare a casa ormai!!'. Con lo sguardo torvo e un tono di rimprovero.
A me è successo, pochi giorni fa. E pensare che non era la volta in cui avevo deciso di andare ad ascoltare un po' di musica dal vivo. No no. Era proprio quella domenica mattina in cui stavo giusto per uscire dalla chiesa dopo la messa.
Insomma, con la pancia anche le preghiere sono bandite. Fuori casa s'intende. A casa sua ognuno fa come crede. Pur che non la guardi nessuno.
Il problema è che di paraorecchi ormai ne vendono davvero pochi. E poi, diciamocelo, una palla rotolante con addosso un paraorecchi non è che sia un gran bello spettacolo. Meglio il divano vah.

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