BimbAbordo

17 Gennaio Gen 2014 1512 17 gennaio 2014

Un nome vi seppellirà

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Ci sono quelli che lo sanno fin da piccoli. Quelli che, assolutamente, desiderano un maschio o una femmina quando 'saranno grandi' perché vogliono chiamarli così o cosà. Quelli che sono nati già con un nome in mente. Anche se poi, magari, quando aspettano un bimbo improvvisamente cambiano idea. Perché un conto è la teoria, un conto la pratica.
Ci sono anche 'gli obbligati': coloro che devono sottostare a rigide regole patriarcali di eredità familiare. E di dinastia. Altrimenti sentilo il nonno..
E infine ci sono quelli che hanno attorno il vuoto cosmico. Che non ci hanno mai pensato e non ne hanno la minima idea. Perché un nome è per sempre. E se sbagli a darlo poi potresti rovinare a vita il futuro, la reputazione e il successo sociale del tuo ignaro pargolo.

Ma il problema in questo caso non sei solo tu. Né il futuro papà. No no. Il problema sono soprattutto gli altri: estranei, amici, parenti (vicini e lontani).
Iniziano già dai primi mesi: fai in tempo a rivelare (o a farti estorcere) la bella notizia che già ti assalgono: 'Avete pensato al nome in caso sia maschietto o femminnuccia'?.
Ma voi, fieri, avete già la prima scusa: 'In realtà aspettiamo di sapere se è maschio o femmina prima'.
Ecco, vi siete fregati da soli. Adesso vi aspettano agguerriti e impenitenti al varco del quinto mesi. Fuori dalla porta dello studio medico dopo l'ecografia 'rivelatrice'.

Femmina! È femmina!!! Adesso bisogna fare intendere alla gente che un'idea di nome c'è, che questo povero fagottino non brancola nel buio senza un'identità. Anche se per voi basta che sia Fagiolina. Vi piace chiamarla cosi per adesso. Vi fa tenerezza e non avete fretta di darle un nome. Anche perché non avete ancora un'idea.
Ma loro sono senza pietà: vi tartassano - quasi fosse un'interrogatorio della Cia - finché non avete 'confessato'. E sono capaci di trovare quasiasi accorgimento, anche sudbolo, per provare a estorcervelo.
Ma voi niente, resistete fieri. E inconsapevoli. Fino a quando qualche nome balena nelle vostre menti e scoprite che magari piace a entrambi. Vi sentite un po' più sicuro. Di certo dei genitori migliori di prima: adesso si che siete in grado di restituire un po' di dignità a quel piccolo esserino che avete in modo imperdonabile privato di ogni identità per troppo tempo...

Timidamente allora iniziate a 'introdurla in società'. Non che vi mettiate lì a sbandierare le vostre opzioni. Ma, ecco, se qualcuno chiede ora (dipende sempre da CHI chiede...di certo non è una confessione per tutti!!), provate timidamente ad avanzare le vostre ipotesi.
È l'inizio della fine: entrerete in un loop micidiale. Da cui farete fatica a uscire se non con una bella e decisa presa di posizione. Scatta il comizio pubblico sulla piacevolezza del nome, su altre possibili ipotesi (magari più belle per il vostro interlocutore) di quelle che avete proposto voi. Magari inizia anche la litania di chi dice che quel nome gli ricorda tizio (nel bene) o caio (nel male) e che quindi...mmm...darlo alla piccoletta...? Magari anche no!

Esperimento di confronto sociale non riuscito. Riprovate un'altra strada: all'ennesima domanda sul nome con altra gente continuate a tacere e invogliate i presenti ad avanzare le loro proposte ('si sa mai, dite, che non indovinate il nome che ci piace'). Apriti cielo!! La discussione può trasformarsi in rissa fra i presenti. Tutti finiranno a litagare su un nome x o un nome y. E voi andrete via con un gran malditesta.

Alla fine una cosa però in 9 mesi l'avete imparata. Vostra figlia si chiama ancora Fagiolina, almeno per tutti gli altri. Voi non osate pronunciare il suo nome (che comunque in cuor vostro avete già deciso) e, sorridendo beffardi, all'ennesima e svilente domanda del tipo 'Come si chiama?' o ancora 'Avete scelto il nome vero'? voi mostrate l'intera arcata dentale, vi guardate negli occhi e, fieri, dite quasi in coro: 'Si, certo. Ma ve lo faremo sapere quando nasce'.

I curiosoni sono stati avvisati! Tiè.

@ClaudiaLavia

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