BimbAbordo

3 Febbraio Feb 2014 1927 03 febbraio 2014

La notte in cui l'attesa è finita

  • ...

Lo chiamano travaglio. E hanno ragione. Dicono che poi si dimentica tutto (o quasi) il dolore vissuto e resta solo sulla pelle la meraviglia della vita che si materializza come per miracolo sulla tua pancia. Calda e scivolosa. Scandita da un pianto sincopato e circondata da camici verdi che mai ti sono stati così amici. Dicono che le lacrime scorrano a fiumi per molti. Io non ho pianto. Non ci sono riuscita. Un po' perché non ne avevo più le forze dopo 24 ore di lotta per la vita (la sua) e contro il dolore (mio). Un po' perché ero troppo concentrata a vivere questa sensazione sconosciuta.

Tanto tempo ci è servito per colmare la distanza 'fisica' delle nostre pelli, per conoscerci: Marta è arrivata alle 2.37. Io non ho ancora dimenticato, e non voglio farlo. Non ho scordato la paura di non farcela, il dolore che sembrava spezzarmi in due, la curiosità mescolata a una paura nera, la consapevolezza di non poter tornare indietro. Poi ci siamo conosciute e abbiamo abbattuto l'ultima barriera sensoriale che ci separava. Ci siamo divise un minuto per poi riunirci ancora una volta. Questa volta all'esterno, nel mondo. E non più solo per 9 mesi. Ora inizia la nostra vita insieme. E la mia nuova vita. Senza pancia.

Correlati