BimbAbordo

11 Settembre Set 2014 1500 11 settembre 2014

Come ti chiami? Mamma

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L'abbiamo urlata mille volte quella parola. Spesso con fare distratto quando cercavamo la maglietta per uscire e non sapevamo dove lei l'avesse messa. La mamma appunto. Siamo figlie prima di tutto. Lo siamo state fino all'altro ieri e ora questa cosa di essere noi le mamme ci mette ancora in soggezione un po'. Anche se ci riempie di molto orgoglio e ci ha costruito attorno una piccola divisa da combattenti metropolitane pronte a tutto.

Abbiamo sopportato il peso della pancia, il travaglio, il parto. Abbiamo deciso di allattarli e ci troviamo con le braccia doloranti e la schiena bloccata da tutto questo culla culla. Perché, diciamolo, addormentare un bambino non è sempre una passeggiata. Ecco, magari forse potrebbe essere più simile al trekking!
Il nostro lavoro non finisce qui. Ci siamo tutti i giorni (anche quando diciamo di non esserci o di non volerci essere), e quando non ci vede nessuno ci incantiamo a guardarli dormire e ci chiediamo (sì, lo facciamo tutte): 'Ma è così bello! Come fa a essere mio figlio'.
Ci sono le mamme più sdolcinate, certo, e le più pratiche, però tutte infondo non aspettiamo che quel momento.
Che quando arriva ci trova sempre distratte o incredule.

Mamma. La parola che prima pronunciavamo distratte adesso è 'la' parole. Sapevo già di esserlo ma come ogni condizione quotidiana ogni tanto ne perdi coscienza. A me è servito per ricordarmelo. E sentire da fuori l'effetto che fa. Un po' come quando pronunci a voce alta il tuo nome per avvertirne il suono e immaginarsi come sia, per gli altri, chiamarti.
Il mio momento è arrivato. Mia figlia mi ha chiamata mamma e io c'ho messo un po' per realizzare che stesse parlando con me.
Ma quando l'ho capito è iniziata la favola. Sono una mamma. E non perché è l'evidenza dei fatti, ma perché me l'ha detto lei.
Sono la sua mamma. E quella voce è stupenda.