BimbAbordo

17 Novembre Nov 2014 2003 17 novembre 2014

Bambini, la prima separazione non si scorda mai

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Cosa avete fatto lo scorso weekend? Io mi sono allenata. No, tranquilli..niente sport. L'allenamento è stato tutto psicologico e affettivo. Mi sono allenata alla separazione da mia figlia. Dopo più di 18 mesi di vita condivisa, 9 in pancia e ormai quasi 10 fuori dalla pancia ho voluto provare per la prima volta a trascorrere qualche giorno lontana da lei.
Per capire come avrebbe reagito in vista di un mio allontanamento per lavoro, certo, ma soprattutto per capire come avrei reagito io.
E le cose non sono state semplici, per niente, soprattutto all'inizio. Ho dovuto accettare l'idea che questo esserino potesse sopravvive anche in mia assenza, che potesse avere appetito, sonno, fame e voglia di giocare. In una parole che potesse stare bene anche senza di me.
Non lo credevo possibile.

In realtà il problema era soprattutto mio. Ero io che dovevo fare i conti con me stessa, con la paura di lasciarla andare (non l'ho neppure portata io, se la sono venuta a prendere!), con la paura di stare senza di lei, con la sensazione di vuoto in casa, alle orecchie, alla pancia.
Ho pure pianto un po', lo confesso, e mi sentivo 'confusa e felice' perché da una parte avevo la sensazione di essere quasi dimezzata e dall'altra riscoprivo la me stessa dimenticata. Da sola.
Ho rifatto cose che non mi ricordavo e con tempistiche solo mie. Mi sono presa il lusso di riavere il mio tempo e di oziare. Insomma, ho fatto tutte quelle cose normali che chiunque fa ogni giorno ma che quando le fa non le studia come fossero materia da Phd. Io invece ho esaminato tutto, con occhi vecchi e occhi nuovi assieme.
E alla fine sono stata anche felice di questo tempo tutto mio.
Una cosa però non avevo messo in conto: lei. Tra tutte le cose che avevo e avrei potuto immaginare come conseguenza della mia prima separazione da mia figlia non c'era questa: il riuscire per la prima volta a pensare alla sua esistenza senza darla per scontata.
E invece è successo ed è stata la sensazione più bella di tutto questo weekend 'da sola'. Ho preso coscienza di quanto questo essere riempia tutte le mie giornate e di quanto la sua assenza sia più rumorosa della sua presenza.
Avevo paura di lasciarla sola. Non credevo sarebbe stata bene. Non lo credevo possibile ma i fatti mi hanno smentita.
Non pensavo che la sua assenza mi avrebbe fatto percepire quanto forte e indispensabile è la sua presenza quotidiana.
Non pensavo fosse possibile. Ma anche questa volta sono stata smentita.
E la conferma è arrivata assieme a un sorriso che mi ha portato lei gattonandomi incontro.