Bollito duro

2 Febbraio Feb 2016 1751 02 febbraio 2016

La cattiveria repressa di chi scopa solo per procreare

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Ho letto e visto in giro un po' di roba sul family day e io, per nulla scaldato sul tema dei cosiddetti 'diritti civili', sono diventato quasi un pasdaran delle unioni gay.

Premetto, da tempo, il tema è tra quelli che più mi annoia.

E i vari contendenti sulla questione mi hanno francamente rotto il cazzo. Mi hanno rotto quelli che berciano di famiglia tradizionale e quelli che teorizzano sulla famiglia sperimentale. Quelli che discettano di utero in affitto e di sperma in prestito. Quelli che parlano di figli manco fossero conigli.

Mi han rotto il cazzo i mangiatori a sbafo di verità, i custodi ignoranti di valori e i profanatori di principi; le aziende che detestano i diritti dei lavoratori ma che diventano 'civili' per fottersi meglio i consumatori. Mi hanno stancato i giullari delle rivendicazioni civili che vogliono prima tutti i diritti del matrimonio e poi esigono i divorzi brevi.

Insomma, mi hanno rotto il cazzo. Tutti.

Ma, c'è stato un momento in cui il mio fastidio trasversale è diventato partigiano: è stato sabato, quando ho sentito Gandolfini dire che «il sesso non è il piacere; è la procreazioneee!». Lì, in quel momento, ho capito tutto. Ho capito il perché di una piazza in cui l'immagine emergente era quella di un coacervo di rancori, di gente convinta che essere gay sia una malattia o che esser gay sia un business voluto dalle case farmaceutiche. Quella gente, seguendo il loro guru, scopa poco. O nulla. E men che meno si masturba; perché se già è peccato fare sesso in due, figuarsi da soli. E se si gode poco, si rode molte.

Quindi, a causa di queste pulsioni represse, noi normali cittadini dobbiamo sorbirci la soggettività politica di un Adinolfi o di un Gasparri, l'annuncio pubblico della Meloni ingravidata, polemiche insensate e furibonde battaglie ideologiche. Basta, dannazione, urge uscire da questa impasse.

Da un lato, suggerendo ai combattivi militanti per i diritti civili di seguire un po' il modello incrementale di Charles Lindblom, per il quale 'le decisioni sono il frutto di mutui accordi tra attori partigiani e l’obiettivo non è raggiungere una meta prefissata, ma piuttosto discostarsi dallo status quo, procedendo tramite comparazioni limitate e successive. Le decisioni hanno quindi natura incrementale. '. Per tradurlo sul tema: dato che in questo Paese medievale pare che ormai il tema delle unioni e dei diritti civili sia entrato nella testa di molti, portate a casa per ora questo risultato e finitela di rilanciare con figli, adozioni e altro. Tutte questioni buone ad accendere i bollori degli oscurantisti che scopan poco.

E, per arrivare a questi, mi permetto solo di suggerire loro un po' di pratiche epicuree: fellatio, cunnilingus, masturbazioni e un bel po' di sesso al di fuori del precetto procreativo. Probabilmente si rilasserebbero e finirebbero di sfogarsi facendo turni di sentinella in piedi o caravanserragli in circhi massimi. E capirebbero che l'amore non è solo dolore, procreazione e dovere, ma anche gioa, ricreazione e piacere.

Burp

@jerkfull