Bollito duro

7 Febbraio Feb 2016 0032 07 febbraio 2016

Lo squadrismo pseudogiornalistico contro i cinesi

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Milano, 7 febbraio 2016. È sabato ed è il primo dei due giorni delle primarie per scegliere il candidato sindaco di centrosinistra.

Arrivo a sera e faccio scorrere le notizie sulla mia pagina Facebook. Da quanto scritto sulle bacheche dei miei 'amici' rilassati, mi par di capire che le primarie milanesi stiano andando bene. Tanta gente, visi distesi, voglia di partecipare. Ma andando in giro ancora un po' inizio a vedere che gli animi, soprattutto dell'accesa tifoseria di uno dei candidati, inizia a parlare di cinesi: cinesi che fanno un gazebo, cinesi che si infilano nelle sezioni in massa, cinesi che si autoriproducono al di fuori di ogni controllo, cinesi di qua, cinesi di là. Insomma, come in ogni primaria, da sinistra s'ode alto un grido: allarmi, il soccorso rosso sta servendo il nemico. Che in questo caso è Giuseppe Sala, il brianzolo inurbato a Milano.

Che roba, mi son detto. Una volta quelli che si fossero riconosciuti come gli eredi del pensiero comunista sarebbero stati loro, per primi, a cercare di avere il supporto dell'onda silente della comunità cinese. Invece, forse perchè gli eredi del pensiero della sinistra bioveganvuittonciclistochic sono poco incilini a comprendere umani che sono abituati a lavorare come dannati, hanno aperto un fuoco di geometrica potenza contro ogni cinese che si avvicinava a un seggio.

Diciamo che quando qualcuno di questi parlerà ancora di inclusione e apertura verso gli stranieri, il primo istinto che mi verrà da liberare sarà un rutto alla loro ipocrisia.

Ma l'apice di questa sinophobia progressista l'ho visto intercettando la bacheca di Barbacetto, che ha condiviso un video del 'Fatto Quotidiano', presentato con il seguente commento: 'La deputata Pd @LiaQuartapelle in un bar di vl Monza col capobastone cinese che porta a votare ‪#‎Sala‬ ‪#‎primarieMilano‬'. Già questa roba fa venire il latte cagliato ai coglioni, perchè usa un linguaggio calunnioso (capobastone) e intriso di disgustosa cultura del sospetto (cosa mai farà la Quartapelle in un bar con un boss cinese? Cristosanto, magari si beve un caffè e - come farebbe ogni buon politico che sta sostenendo una causa di parte - si sincera che il rappresentante di un gruppo, in quel caso un cinese, voti e faccia votare il candidato da lei sostenuto!).

Ma è il video a essere una vera dimostrazione di puro 'giornalismo squadrista': la giornalista che fa domande sui cinesi come fossero automaticamente mafiosi; la giornalista che li bracca e li mette palesemente in difficoltà, perché sa che tutti votano Sala; la giornalista che - appunto - sembra fare lo scoop della vita quando vede un consigliere comunale e una deputata - Quartapelle, appunto - entrare in un bar con un cinese (il capobastone, stando al linguaggio di cui sopra); la giornalista che entra nel seggio creando, lo si capisce, agitazione e scompiglio; la giornalista che confeziona uno scoop da quattro soldi teso a dimostrare a priori l'inquinamento del voto milanese a causa dei soliti cinesi. Una roba insulsa. Violenta, nei suoi modi. Strisciantemente fascista nel messaggio.

E ciò è ancor più grave se visto in relazione al fatto che il voto dei cinesi di Milano era stato trasparentemente annunciato giorni addietro: voteremo per Sala.

Non so come andranno a finire queste primarie che, a dire il vero, per civiltà e organizzazione mi sembrano a distanze siderali da qualsiasi altra primaria vista sino a oggi in ogni angolo d'Italia. E in fin dei conti, me ne fotte anche molto poco. Ma so solo che se questa è la sinistra e questo è il suo giornalismo, ho capito perché la sinistra è finita: perché quando è così è peggio, molto peggio, della destra.

Burp

PS - ho letto che Majorino ha detto di non scandalizzarsi dei voti dei cinesi per Sala. Riconoscendo comunque come un valore la loro partecipazione alle primarie ricordava a tutti come lui, nella sua coerenza di sinistra autentica, aveva detto ai cinesi quel che pensava circa le questioni connesse alla Milan Chinatown. E loro, i cinesi, han scelto altro. Chapeau, quindi, a Majorino, il candidato nettamente più dotato politicamente tra i tre. Ops, quattro.