Brodo di coltura

8 Marzo Mar 2013 1638 08 marzo 2013

Appello agli Italiani (alla maniera di Grillo)

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Italiani! Quando, come leggo in alcuni blog,  si comincia a fare l'analisi delle colpe collettive per il disastro in cui versiamo,  potrà succedere che ciascuno venga chiamato ad avanzare   i propri disclaimer. Ecco il mio con l'aiuto di Shakespeare: “I am a man/More sinn’d against than sinning”. (“Re Lear”, Atto III, scena II).  Che traduco alla speraindio, da autodidatta: " Io son un uomo/contro cui s’è peccato assai di più che non abbia peccato lui medesimo". Ma giunti  qui,  o Italiani! ci sediamo attorno a un tavolo e con la mano sul cuore cominciamo a raccontarci la nostra vita. Non c'è un'alternativa purtroppo. Coloro che strillano contro la Casta e tacciono delle proprie malefatte saranno smascherati subito. Basta che raccontino.

Italiani! Comincio io. Nato in famiglia poverissima, per mantenermi agli studi nei primi anni della giovinezza, a partire dai 15 anni, ho lavorato (imbianchino, pizzaiolo, cameriere, operaio ecc) e studiato. Mi sono diplomato (Maturità classica) con 60/60. Mi sono laureato con 110/110 (la lode negata perché non leccavo il prof che era socialista, quando essere socialisti significava signoreggiare questo Paese (vero Mentana? Vero Mimun?).  A 23 anni ero già fuori casa,   emigrato a 1500 km dalla città natale. Ho cominciato a provvedere a me stesso  senza gravare più sulle povere finanze familiari. Dichiaro solennemente di non aver pagato per evitare il servizio militare, che infatti ho assolto in Friuli a 26 anni suonati in caserma operativa (al fronte praticamente).

Italiani! Dichiaro di non aver  mai copiato né all’università né alla Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione che ho frequentato in seguito,  né nei   pubblici concorsi. Italiani! Non  mi ha raccomandato nessuno e una volta diventato capo a mia volta nessuno ho mai raccomandato: non appena c'era qualcuno che mi avvicinava in tal senso strillavo come un ossesso e lo sbattevo fuori dalla mia stanza per non mettergli le mani addosso.  Italiani! Ho pagato le tasse fino all’ultimo soldo:  negli ultimi anni anche il 43%. Non mi sono mai ammalato senza che ciò fosse vero. A volte sono andato al lavoro anche con la febbre. Non ho soldi all’estero. Italiani! Non ho domicili fiscali all’estero al fine di pagare meno tasse in Italia (vero adoratissima e amatissima Mina? grillina della primissima ora?). Italiani! Pago da sempre il canone Rai anche se non la guardo mai (sto sempre su La7). Italiani! Ho pagato il medico di famiglia (tassa imposta da Prodi per entrare nell’Euro: allego ricevuta per chi ne  volesse  prendere  visione).  Italiani! Non faccio abuso di farmaci e consumo quelli strettamente necessari alla salute e prescrittimi dal medico e quando sono stato ricoverato non ho cercato raccomandazioni o scorciatoie.

Adesso, o Italiani che andate a strillare nei programmi televisivi  contro la Casta (che per il 10% è peggio di voi; per il 10% meglio di voi, per l’80% è come voi): vi esorto alla sincerità. Italiani! Mettetevi la mano sul cuore e chiedetevi : quanto siete responsabili  Voi della crescita smisurata del debito pubblico? Quanto siete responsabili  Voi della caduta della moralità pubblica? Quanto siete responsabili  Voi di furti e ladrocini contro la collettività? Quanto vi sentite responsabili della sorte che il Vostro Paese, la Nostra Italia,  sta subendo in questi anni? E infine: Italiani! Cosa sareste disposti a fare qui e adesso per la ripresa della nostra amata Patria e a beneficio delle generazioni future?

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