Brodo di coltura

22 Marzo Mar 2013 1015 22 marzo 2013

Il crollo delle élite

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L’abbiamo verificato nella storia più volte ormai. Venne il tempo in cui l’aristocrazia francese con le sue svenevolezze e dolcezze (“douceur de vivre” la chiamò Talleyrand) crollò mentre alcuni  nobili scrivevano “Le 120 giornate di Sodoma” al peggio e “Le relazioni pericolose” al meglio, e gli altri passavano il tempo a giocare a mosca cieca a Versailles per ore o a wist,  e per attraversare le pozzanghere si facevano portare a spalla dai servi che di li a qualche anno portarono  in giro le loro teste infilzate nelle picche. Finì che all’orizzonte apparve il tricorno di Napoleone, un quasi sans papier, un outsider sicuramente che poté diventare ufficiale solo perché una timida riforma di qualche anno prima  aveva abolito il requisito dei quattro quarti di nobiltà. Che lui non aveva. Se crollano i nobili arrivano gli ignobili.



Crolla la borghesia liberale anche in seguito a una guerra assurda (l’inutile strage, la chiamarono, come se ci fossero stragi utili) e all’orizzonte apparve il baffetto dell’imbianchino di Braunau e il mascellone del maestro elementare di Predappio.

Oggi in Italia  crolla la democrazia parlamentare e dal fondo della società emerge  la faccia inespressiva del cittadino  Vito Crimi.

All’apparire di una semplice faccia, con il passare degli anni  riassumiamo in una smorfia il nostro pensiero ormai, non più frutto di un distillato di idee; diventiamo “faccisti” insomma, mettendo nel conto che la prima impressione può avere lo stesso margine di errore del risultato di una attenta riflessione. La colpa non è di Crimi, ovvio. Lui ha la faccia di Poldo, quello che si abboffava di panini nei fumetti della nostra infanzia. E avrebbe continuato a farlo indisturbato se non fosse successo il disastro delle nostra democrazia parlamentare fondata sul (e sprofondata nel) debito pubblico, sull’acquisto del consenso a carico delle generazioni future e sull’incapacità congenita alla Repubblica e forse all’intera storia dello stato unitario di sapersi dotare di una vera classe dirigente.

Parlando in rete con gli amici sconosciuti di Facebook abbiamo convenuto - da semplici comari dello spirito e riformatori improvvisati - che il sistema migliore di governo è senz’altro il dispotismo illuminato, ossia quello di una élite, di una “aristocrazia legittima”, che non solo vuole e può ma che sa, dotata di coscienza più che di pulsioni. Già, ma chi ti  dà un'aristocrazia in  una democrazia? E poi è possibile una formazione di una élite in una forma di governo espressione delle pulsioni delle masse?

Se ci si guarda intorno si può almeno spiare come fanno le altre democrazie. E vedrete che alla base c’è sempre  un severo reclutamento dei quadri dirigenti – sia nella Società che nello Stato - attraverso un efficiente sistema scolastico e universitario. Così in Giappone dove vige una sorta di “società del diploma” (juku), così in Francia con il suo sistema di Alte scuole, così in Inghilterra, in Germania e negli Usa. Ripartire da lì, soprattutto per evitare i disastri futuri visto che quelli del passato ci hanno sommersi: dotarsi di una élite legittima e consapevole, consentendo con giuste correzioni (borse di studio) le storture della piramide sociale che altrimenti autoselezionerebbe se stessa. Che una "società del diploma" sia inconsciamente desiderata dagli italiani è rivelato dai casi sempre più frequenti di chi si inventa titoli di studio mai conseguiti.

Si deve  rimettere in moto l’ascensore sociale da sempre fermo ai piani alti in questa nostra Italia e si tratta di rifondare unitamente sia lo Stato che la Società.

Ritengo che il punto più basso toccato da  Berlusconi non siano state le olgettine né le nipoti di Mubarak (andiamo, pura commedia all'italiana!) ma aver inaugurato (luglio 2010) in pompa magna a Novedrate la sede dell'ECAMPUS del CEPU! Tutto qui: altrove gli statisti borghesi e comunisti (in Francia l'ENA è stata istituita da Maurice  Thorez , segretario del Partito comunista e dal generale De Gaulle...) fondano scuole d'élite per la formazione della classe dirigente e da noi inaugurano le scuole private a pagamento per giovani diciamo così "in difficoltà"...

Già vedo lo sguardo spento di Crimi emergere interrogativo attraverso gli occhiali,  roteare i suoi occhi mansueti nel vuoto. Tutto questo non c’è nel suo programma. Di cosa sto parlando? Già. 

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