Brodo di coltura

28 Marzo Mar 2013 1429 28 marzo 2013

Lo stato nascente del moVimento

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Ammesso e concesso che il moVimento di Grillo sia uno di quei moti sociali studiati dai sociologi nelle loro analisi, i quali più o meno scientificamente traggono dal divenire storico un “modello” - ove dal fluire diacronico dei diversi movimenti collettivi colgono  l’elemento invariante, sincronico tra  di essi –, c’è da chiedersi: il M5s è ancora in evidente stato nascente, in quella condizione pre-liminare in cui un movimento è ancora in incubazione, o è già crisalide? Ed è possibile prevedere quali esisti storici potrà avere questo stato nascente? Secondo l’inventore della formula, Francesco Alberoni, ci sono quattro  possibili  esiti ultimi dello stato nascente.

A) Viene represso nel sangue (come gli Albigesi). Questa  è ipotesi da scartare perché non sono più quei  tempi. Benché girino nel mondo d'oggi sguardi truci come quello di Sallusti e mascelle digrignanti come quella di Belpietro,   non c’è un Villain  all’altezza  che possa pronunciare la terribile frase: “Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi” rivolta a chi faceva notare al re cattolico assediante  che nella rocca ove si erano rinserrati gli eretici ci potesse essere qualche buon cristiano.

B) Si estingue in quanto la gente non ci crede più e va altrove. È esito possibile questo benché prematuro. Piazza San Giovanni è ancora troppo calda.

C) Il movimento si esaurisce  in una vampata come nel caso dell’orgiastico movimento hippie oppure come il ’68, ossia non si materializza in una istituzione (Partito, Chiesa, Fondazione, Istituto  ecc) però resta la nostalgia del paradiso perduto.

D) Diventa un’istituzione o si integra in una preesistente .  È il caso dei movimenti pauperistici ed evangelici del Medioevo (francescanesimo, domenicanesimo, valdesi, dolciniani) in parte chiusi in un Ordine e in una Regola e incorporati nella Chiesa universale, in parte esclusi e destinati a fondare una loro Chiesa.

Il MoVimento è in una fase di tumultuosa crescita e rifiuta sistematicamente l’opzione realistica e storica: diventare una istituzione o contribuire  a una preesistente (Parlamento). È nella fase, incredula, in cui c’è ma  fa finta o crede sinceramente  di non esserci. Vuole rimanere nello “stato di grazia” del moVimento assoluto, nell’effervescenza perenne dello stato nascente, quello millenarista, profetico (gli insulti di Grillo sono come le invettive di Isaia, di Giovanni il Battista) dove l’ebbrezza del Vaffa scalda i cuori e rinsalda i vincoli della comunità e fa vibrare la Rete. I post dove si insulta e si difende la purezza della comunità dalle tentazioni del Secolo,  sono in assoluto i più commentati (oltre 18.000 quelli di Bersani morto che cammina, oltre 9000 quelli dei “puttanieri” di regime, su una media di 3-4000 commenti dei post ordinari).

Ma già nel MoVimento c’è qualcuno che sente il fascino della Istituzione, la seduzione della Dignità delle Cariche, già vedi le frequentazioni discrete della Buvette, l’uso cauto della Macchina Blu (definita  con una bugia  linguistica “Auto aziendale”). Sì perché la prima rivoluzione,  sia quando stai nel Movimento che quando approdi nell’Istituzione,  è terminologica - le cose ci sono da sempre, sono i nomi a cambiare-,  è parlare al Secolo  con il proprio linguaggio o accettare quello del Secolo con le vecchie tracce del proprio, con le dovute perifrasi della langue de bois degli  integrati.  Se il movimento sposa le istituzioni può fare le riforme, contribuire alla Renovatio ecclesiae,  facendo confluire lo stato nascente nell’alveo del grande fiume. Occorre che il seme muoia perché la pianta nasca. Oppure restare nella fase millenaristica di rivoluzione permanente che dura finché dura. Diceva Tom Hydin, fondatore del movimento studentesco americano (SDS) poi andato sposo a Jane Fonda: «La differenza tra un riformista  e un rivoluzionario è che il riformista fa la rivoluzione per gli altri, mentre il rivoluzionario la fa per se stesso». Quale sarà perciò l’esito del moVimento? Indovinala Grillo!

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