Brodo di coltura

1 Aprile Apr 2013 1602 01 aprile 2013

Anche sul blog di Beppe Grillo la vita di Papa Francesco

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Raccontare la vera vita di un uomo è impossibile. Ci sfuggirebbe sempre qualcosa. E questo vale sia per la persona accanto,  la  nostra amica Marta che conosciamo o crediamo di conoscere da una vita,  sia per  Julien Sorel, il  personaggio letterario,   quell’ “essere vivo senza viscere” come lo chiamava  Paul Valéry.  L’unico modo possibile della narrazione  della vita di un uomo è quello che Leibniz nel  Discorso di metafisica  definiva  “concetto completo”: ossia la serie esatta e completa di tutti i suoi gesti, atti, discorsi, pensieri cònditi e reconditi. Bisognerebbe interpellare ossia il dottor Sigmund di Vienna  oltre che Dio in persona. Perché  solo Dio può conoscere e solo  in mente Dei può risiedere infatti  il “concetto completo” di un uomo.

E io che voglio fare il romanziere e ho studiato alla scuola Holden come dovrò fare allora per dar vita a un personaggio? Procedo  esattamente  come ha fatto Stendhal.  In narrativa si chiama " selezione epica", ossia se io narro un fatto e non un altro di un protagonista (visto che non posso raccontare tutta la sua vita) opero una scelta consapevole e mai innocente, voglio che il mio protagonista venga visto in un modo piuttosto che in un altro, offro  cioè una prospettiva (anche se  composita, prismatica,  non necessariamente univoca) allo sguardo di chi legge. È come quell’ologramma che si trovava nei formaggini MIO della nostra infanzia: reclinando  la figurina  in un modo vedo il personaggio in una posa, reclinandolo in un altro modo in un’altra posa.

Ovviamente questa selezione epica non riguarda solo i personaggi da romanzo, pensate a tutti i santini e le vite dei santi (in un Paese per lungo tempo semianalfabeta e cattolico come il nostro queste vite sono state per secoli una delle forme rudimentali di narrativa popolare), pensate  ai Fioretti di San Francesco o alle tante vite di Sant’Antonio , Santa Rita da Cascia o San Luigi Gonzaga.

Non potevano mancare  le biografie  di Papa Francesco che in questi giorni cominciano prepotentemente a fuoriuscire.  Il fatto che anche nel blog del Bau Bau del momento,  il terribile e violento (verbalmente) ex comico Beppe Grillo,  sia  apparso oggi un postone  chiaramente laudatorio sulla vita del nuovo Papa di Francesca Ambrogetti  fa pensare. Pubblicare questo pezzo su Papa Francesco non  è un fatto innocente o neutro; non necessariamente vuol dire assenso su di lui o sulla sua visione, ma offre qualche scorcio opportunamente selezionato, visto che i fatti narrati sono ampiamente agiografici (noi non eravamo con lui tra le favelas e non possiamo che star a credere alla prospettiva della narratrice) e visto che non sono posti in forma dialettica, con una postilla chiarificatrice  per esempio di chi ha redazionalmente curato la pubblicazione in rete. Ciò  vuol dire che l'intento di chi ha postato il pezzo si sposa con le intenzioni di chi l'ha scritto. Offrire una particolare "selezione epica" dei suoi gesti e dei suoi detti.

Siamo cioè in zona "Fioretti di san Francesco" o Tommaso da Celano ("Vita di San Francesco").  Niente paura ci dice implicitamente l’uomo politico violento (verbalmente) che dà del puttaniere e morto vivente all’avversario politico: sciroppo di pini e di abetaie della Verna o di Camaldoli.  Stimmate e Porziuncola: Italia eterna insomma.

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