Brodo di coltura

6 Ottobre Ott 2013 1006 06 ottobre 2013

Mister Crimi va a Washington

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C'è un film indimenticabile del siculo-americano Frank Capra che andrebbe proiettato ogni qualvolta si voglia rimarcare l'inadeguatezza o la sporcizia della politica rispetto al corretto, ingenuo, onesto sentire dell'uomo della strada, del signor Smith di turno insomma, un film che si intitola proprio "Mr. Smith va a Washington" (1939), interpretato dal segaligno e antierotico James Stewart (rispetto ai maschioni di Hollywood alla Gary Cooper e che pure costituirà il suo tipo alternativo con il suo specifico appeal "democratico" come qualche anno dopo Audrey Hepburn sul versante femminile).

Vedrete nel film che l'uomo della strada finito per caso nel losco mondo della politica ha una dose di capacità elocutiva, voltaggio retorico basso-mimetico (ma acqua cheta rovina i ponti e Mr Smith parlerà per un giorno di seguito), potenza persuasiva e competenza non meno evidenti e sviluppate rispetto al politico di professione.  Il film è una alternativa risarcitoria proposta dalla democrazia del New Deal all'uomo piccolo piccolo americano  . Gli dice: puoi farcela anche tu se sei competente e abile. Non è una sconfessione del metodo democratico, è un suo rafforzamento per fatti concludenti. Non è il grillismo insomma, non è il vaffa coram populo, non è portare Crimi al Parlamento, il Chaltron Heston  del cinema della nostra politica, colui che si addormenta sullo scranno, che si perde per le strade di Roma e salta gli appuntamenti ufficiali, che verga appunti osceni sulla lavagnetta di Facebook...

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