Brodo di coltura

13 Ottobre Ott 2013 1733 13 ottobre 2013

Renzi: "La legalità è di sinistra"

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Mi sono affannato per lustri a ripetere che Gramsci aveva fondato un giornale intitolato "Ordine nuovo", nuovo sì ma ordine, mica casino vecchio. E per decenni ho polemizzato con una sinistra cialtrona,  "immaginaria", situazionista e casinista, foraggiante tutti i disordini e le occupazioni (do you remember  Teatro Valle?), dai graffitari agli spontaneisti, ai nessuno-osi-toccare-caino- e –che- abele- s'impicchi, ai movimentisti, agli "attimisti" (termine usato di recente da Luperini nel suo saggio-romanzo sul Sessantotto per indicare chi vive l’effervescenza del momento senza prefigurazione del futuro), ai giustificazionisti di ogni disordine in nome di una astratta idea di libertà e giustizia e contro uno Stato ritenuto sempre la fonte prima di ogni illegalità.

Ho sempre pensato che "legge e ordine" precedano lo schieramento e l’inclinazione politica di ognuno, che sia la piattaforma di base, l'implicito punto di partenza per ogni discorso politico, il testo sottinteso. Che a un diritto certo debba seguire necessariamente una pena certa. E con Vitaliano Brancati ho pensato persino che per "essere liberali bisogna  votare almeno comunista", per controbilanciare tutto il quadro politico così arretrato e confuso in cui ci muoviamo in Italia.

Nello  stesso tempo ho nutrito sempre fortissimi dubbi verso Matteo Renzi, non collante il suo discorso pubblico  perfettamente con  la mia silhouette morale,  intellettuale e politica. Poi questo bischero viene a dirmi ciò che ho sempre pensato, ossia che "la legalità è di sinistra" e mi viene a spiazzare. E'  una frase come questa, generale e programmatica sì, ma una idea-cornice inderogabile per il mio punto di vista politico che  mi scioglie dall'imbarazzo in cui sono caduto davanti ai candidati per le prossime primarie del Pd.  E proprio adesso che vedo affievolirsi la simpatia interessata della destra nei suoi confronti. Che sia proprio adesso il momento, di voltare pagina sui discorsi già fatti e rifatti e sulle idee  ricevute di una sinistra stanca e disorientata?

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