Brodo di coltura

13 Giugno Giu 2014 1100 13 giugno 2014

La Schadenfreude per l’incarcerazione di Marcello Dell’Utri

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Il volo AZ 827 proveniente da Beirut con a bordo Marcello Dell'Utri, estradato dal Libano.

Schadenfeude è un termine tedesco, senza equivalente in italiano. Significa: la gioia che si prova alla vista di disgrazie o pene altrui: Schaden= danno; freude=gioia. La Schadenfreude, la «gioia per le disgrazie altrui», non sempre è un sentimento nobile. Tutt'altro: in genere denota risentimento e invidia verso chi si alza e intimo desiderio che egli cada; è una «morale da schiavi» direbbe Nietzsche che così la bolla, ad essa facendo implicitamente riferimento senza nominarla, ne «La genealogia della morale». Max Scheler nel suo «Il risentimento nella edificazione delle morali»(1912) faceva notare che la felicità, la forza, la bellezza, l’intelligenza, la ricchezza, tutti i valori positivi della vita, perseguitano senza posa l'uomo del risentimento come a sfidarlo. Ha voglia egli a mostrare loro i pugni, desiderare di vederli sparire per sedare il tormento del suo conflitto interiore... quei valori non cessano certamente di esistere, di venire alla luce! Da qui spesso la nascita di questo verme roditore: la Schadenfreude.

Eppure c'è un momento in cui tale sentimento non è del tutto ignobile: è il momentoin cui sentiamo che un ordine è stato ristabilito, che una giustizia imperfetta e parziale come quella umana è venuta a soccorrere l'assetto debilitato del mondo. È il caso in cui la Schadenfreude nasce non da un risentimento ma dal sentimento che, in qualche modo, « giustizia è fatta ». Questo sentimento può nascere quando ci indigniamo per il fatto che la ruota della fortuna ricompensi delle persone, che a nostro avviso non lo meritano, allora proviamo una Schadenfreude quando gli stessi subiscono un rovescio di fortuna. Dal nostro punto di vista ciò ristabilisce in qualche modo il bilanciamento naturale dei meriti e delle ricompense. Il mondo ci appare allora meno ingiusto. Oppure nel caso in cui i malvagi vengono puniti . Così ci dice a tal proposito Tommaso d’Aquino [ Summa teologica, Supplementi. Art. 1 et 3]. « i santi si rallegreranno che i malvagi siano puniti, poiché essi vedranno in ciò l’ordine e la giustizia divina e la propria liberazione, e ciò li riempirà di gioia ».

Lungi dall’essere una disposizione generale a provare gioia alla vista del male altrui, la Schadenfreude poggia su una certa idea di ciò che è giusto. Così, si proverà una Schadenfreude quando al mercatino ci rifilano delle fregature e il venditore viene arrestato dalla guardia municipale (caso tutto estero, perché in Italia stiamo ancora aspettando una occasione simile di Schadenfreude!). Non certo se gli capita una tragedia. C’è una questione di misura in questa sorta di ricompensa tutta interiore. La Schadenfreude s’accompagna all’idea che egli abbia avuto ciò che meritava. Non chiede di più.

Perciò io che pure non sono quel santo di Tommaso d’Aquino, alla notizia che Marcello Dell'Utri è stato arrestato e condotto alle patrie galere ho esultato. Anzi mi sono lasciato andare nel silenzio più assoluto dell'anima - ritirandomi in luogo appartato - a un enzima di tonificante Schadenfreude.

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