Brodo di coltura

21 Agosto Ago 2014 1038 21 agosto 2014

Il terrorista dell'ISIS è un "uomo marginale"

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Il terrorista con accento british che sgozza come un capretto il reporter americano rimette in questione la figura del marginal man evidenziata da Everett Stonequist nel lontano 1937 nel saggio omonimo.

Prima di essere decapitato dai jihadisti dello Stato islamico in un cruento video, il reporter americano James Foley ha lanciato un messaggio al fratello John, membro dell'US Air Force: 'Sono morto nel giorno, John, in cui i tuoi colleghi hanno sganciato le bombe su questa gente. Allora hanno firmato la mia condanna a morte'. E ancora: 'Pensa a quello che stai facendo'.'Speravo di avere un po più di tempo', ha detto ancora Foley, con lo sguardo fisso davanti a sé, 'speravo di avere la libertà, per rivedere la mia famiglia ancora una volta, ma quella nave è salpata. Tutto sommato, sarebbe stato meglio se non fossi stato americano', riporta il Washington Post.I jihadisti dello Stato islamico, che attualmente controllano parte della Siria e del Nord dell'Iraq, hanno rivendicato il loro gesto, la decapitazione del giornalista, proprio con la volontà di vendicare l'intervento americano al fianco dei curdi iracheni.

'The marginal person is poised in the psychological uncertainty between two (or more) social worlds; reflecting in his soul the discords and harmonies, repulsions and attractions of these worlds...within which membership is implicitly if not explicitly based upon birth or ancestry...and where exclusion removes the individual from a system of group relations.'

Già l’accento inglese e i modi ferali dello sgozzamento (pratica in uso presso popoli antichi a contatto con le bestie, cui è consueta e non repellente la vista del sangue) sono nella stessa personalità un palese conflitto in atto. Si aggiunga la “competizione mimetica” segnalata da René Girard che lacera il mondo arabo-islamico e che lo sgozzatore in qualche modo sintetizza in sé: egli scannando l’uomo “sacrifica” simbolicamente anche se stesso, il se stesso inglese che non accetta più. Il suo mediatore esterno, il rivale, egli lo porta dentro di sé. Egli odia il se stesso di una volta, come Giuliano Ferrara odia il comunista che egli era e che giocava sulle gionocchia di Togliatti: e tuttavia non ci si libera mai di e da se stessi. Come gli spettri di Macbeth sei visitato ogni notte dal passato che non passa, e che ti viene ossessivamente a cercare. E’ una perenne lotta contro l’angelo del tuo io. Il tuo gruppo di provenienza non ti vuole più, quello di arrivo non ancora: chi sei tu? Volgi gli occhi al passato, recuperi il tuo 'io' d'antan, ma devi uccidere quello di oggi, o viceversa.

Dagli “uomini di confine”, dagli ex, dai lapsi, dai traditores, da chi sta a cavallo di due mondi culturali o mentali viene tutto il male e tutto il bene del mondo, in dosi massicce. Sono individui dotati quanto tormentati, recano in sé lo stigma e la ricchezza di due universi, ma lottano continuamente con la propria exeità con la quale non trovano mai requie. Paolo di Tarso fu il primo tra i carnefici dei cristiani e il primo tra i cristiani. Ma ex, marginal man, uomini di confine, furono anche il corso Napoleone tra i francesi,l’ebreo convertito Marx tra i protestanti tedeschi, l’austriaco Hitler fra i tedeschi, il georgiano e seminarista Stalin tra i russi e gli atei. Non manca anche qui l’aspetto farsesco dell’ex. Magdi Cristiano (?) Allam: ex musulmano, ex tutto, in fuga perenne da se stesso. Arciitaliano oggi, ex cristiano e ex italiano domani, come fu ex musulmanto ieri, come ex sarà sempre. Semel ex semper ex!