Brodo di coltura

28 Novembre Nov 2015 2056 28 novembre 2015

Perché in Italia il vero romanzo è la realtà

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Francesca Immacolata Chaouqui.

Gli inglesi amavano ripetere che gli italiani non sanno recitare perché recitano tutti i giorni, ciò in quanto la recitazione al teatro o al cinema chiede distacco dalla realtà o una sua forma di reinvenzione. Per lungo tempo in Italia il genere romanzo non ha attecchito; nel '700, quando si diffondeva come genere popolare e colto ad un tempo in tutta Europa, noi imboccavamo il lirismo melodico e la drammaturgia teatrale del melodramma. Preferivamo cantarla piuttosto che scriverla la realtà. Analogamente alla recitazione: come si fa a scrivere un romanzo se il romanzo lo fai tutti i giorni? Il romanzo chiede una realtà affievolita, (un manque de réalité addirittura, dicono i francesi) qualcosa che inciti don Chisciotte a uscir di casa con la testa in fiamme per il desiderio di scoprire il mondo. Ma se la tua realtà è già un romanzo cosa vuoi scrivere?

Anche il romanzo più fantasioso arranca rispetto a Madame Realtà in Italia. Inventatevi, non so, le trame più deliranti, tipo un banchiere che faccia affari con mafia e Vaticano, che poi venga trovato impiccato in un posto dickensiano o shakespeariano, a Londra, fate che sia il ponte dei Frati Neri (Blackfriars Bridge, oh yes) e lì mettete il vostro banchiere rinvenuto in un'alba livida, non si sa se suicida o suicidato che penzola impiccato dalla volta del ponte.

Inventatevi che l'abate di Montecassino (l'abate di Montecassino! what else?!) venga inquisito per aver speso i soldi dell'otto per mille in profumi, droga e festini... ebbene esagerate, esagerate a più non posso, siate romanzeschi più di Ponson du Terrail o di Dickens, più di Dumas o di Dostoevskij, mischiate finzione e realtà ed esagerate al massimo con la finzione. Siate deliranti! Ebbene, tac!, Madame Realtà vi sopravanzerà in fantasia e assurdità delle trame. Madame Realtà in Italia è romanzesca per definizione, Madame Realtà a differenza del romanzo più scriteriato e più intrecciato supera ogni immaginazione, e ha un vantaggio sul romanzo: non si preoccupa di essere verosimile, perché è vera.

Mai finirà l'eterna narrabilità del reale, e mai il romanzo riuscirà ad agguantare i deliri delle trame romanzesche della realtà medesima. Ora, leggere gli SMS della Immacolata Chaouqui ci dà più lo spirito del nostro tempo che mille romanzi della futura nave di Teseo. Siamo già ai limiti dei bastioni di Orione, laddove il porno, la religione, il realismo, il cinismo, il Vaticano, l'educazione sentimentale e sessuale delle fanciulle di oggidì, la Calabria marginale e pecoreccia, le cugine morbide e vogliose di sesso con Monsignori, le esortazioni spicce, casalinghe, senza complicazioni freudiane, ai sullodati Monsignori: 'Scopa che ti passa', vanno al di là di ogni fantasiosa trama romanzesca. Questi SMS sono già romanzeschi e fanno le fiche a Madame Bovary e le boccacce a Pierre Bezukov. E suggeriscono che forse la combinata delirante di Testori di sperma e incenso è la strada dritta per catturare il fenomeno religioso in sé dai tempi delle visioni e delle tentazioni 'mistiche' degli anacoreti e del sesso occulto della 'sciagurata rispose' nei monasteri, e abbracciano, quegli SMS, Balzac & Moravia sussurrando loro: 'Miei cari: come ci avete preso, come ci avete preso! avevate capito tutto!'. Perché le dominanti basiche sono sempre quelle piccini: il denaro e il sesso.

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