Bum Baby Bum

3 Dicembre Dic 2015 1031 03 dicembre 2015

La Coop sei tu??

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Io adoro la Coop! È una delle mie mete preferite, e non sono una che ama i supermercati. Però sono una che ama mangiare, cucinare, parlare e scrivere di cibo. Ho curato per molto tempo diverse rubriche di food per La Stampa e ne è nato pure un libro In Cibo Veritas. E ci ho fatto anche un documentario, sul cibo, che si intitola Magna Istria. Ma ne parliamo in un altro post. La Coop me l’ha fatta scoprire la mia cara amica e collega Alessandra Contin. Io prima non ci andavo. Lei, invece, sarà perché i suoi suoceri ci abitano vicino, era ed è una habitué. Un colpo di fulmine! La qualità, la serietà, le mille linee…insomma da quella prima volta non ne feci più a meno. Non vi dico nel periodo della gravidanza, quando ovviamente mi ero imposta di non comprarmi nulla, che certo ci contavo di ritornare nella mia taglia ma, come si sa, di certo c’è solo…? Lasciamo stare. Per sfogare le mie shopping pulsioni andavo solo alla Coop. E via di Viviverde e Fiorfiore etc etc. L’unica mia perplessità è sempre stata: ma perché le Coop devono sempre essere così lontane dal centro? A parte quella di San Remo che è proprio sopra i miei bagni, le altre sono tutte in periferia. Che andrebbe benissimo se io però non abitassi in centro. A Torino, per la precisione. Il mio sogno era che aprisse un Coop(pino) nell’atrio di Porta Nuova, proprio dietro casa. E invece niente. Ho accolto comunque con grande giubilo la notizia di quella che ho sempre ritenuto un’idea necessaria: la Coop apre, oggi 3 dicembre 2015, un concept fighissimo in Galleria S Federico, cioè tra Piazza San Carlo e Piazza Castello. Extra lux, direi. Anche un po’ troppo, forse. Ma tant’è, gaudio. Decido quindi, l’altro ieri, di partecipare alla conferenza stampa cui sono stata invitata. Ore 12. Ci vado con Leone. La sua prima conferenza stampa. Come sta lui? Una frappa! E come potrebbe essere diversamente per un gemelli ascendente bilancia? Arrivano le 13 ed è ora del Bibe(ron). Chiedo cortesemente dove posso darglielo, senza pretendere luoghi protetti che a me personalmente non interessano. Mi portano nell’area ristorante. Mi siedo e nutro il pargolo a suon di Aptamil. Passano 3 minuti e arrivano 2 non ben identificati individui armati di telefonino (e nulla più) che mi chiedono, senza preamboli, di spostarmi perché devono riprendere…RIPRENDERE? COL TELEFONINO? MA CHI SEI? Mi sale l’embolo e anche quel che resta dell’ormone. NO. E invece si, se ne dovrebbe proprio andare. Arriva, a questo punto, una non ben identificata ufficio stampa, non quella deliziosa con cui avevo i contatti io, e UDITE UDITE mi manda via. Cioè, io interrompo una poppata della possibile durata di 15 minuti per far riprendere a due col telefonino una saletta. Morale della favola: mi hanno preso sicuramente per un’imbucata. Perché solo questo puoi essere, a una conferenza stampa o in qualsiasi altro luogo di lavoro se per caso sei lì con un baby. La Coop mangia i bambini mi ha detto scherzando un funzionario prima che succedesse il fatto. Imbufalita gli ho poi risposto, più tardi: peccato che ha mangiato quello sbagliato. Ok sono una fumantina, io. Però. Però io, sentite bene, sono ORGOGLIOSA DI ME, di essere una mamma che si porta dietro il bambino e riesce a fare le cose e dimostra magari, con un po’ di prova concreta, che mamma non vuol per forza dire reclusa in casa concentrata solo sul bimbo e ci vediamo tra 10 anni. E quindi…la Coop davvero sei tu? Davvero è famiglia? Per fortuna che prima di andare via mi sono imbattuta in altra gente, intelligente, tra cui un vice presidente nonno e una signora che della comunicazione qualcosa davvero ne sa. Parliamoci chiaro, neppure a cercarla con il lanternino, si trovava una mamma intenta a dare il latte al suo bimbo nel non ancora inaugurato ristorante chiccosetto della più importante cooperativa d’Italia. Detto questo, io sono una fedele. Amo la Coop e continuerò ad amarla. E oggi andrò a farmi un giro senza dubbio. Felice. Di non dover prendere la macchina per comprare le mie vettovaglie preferite.