Bum Baby Bum

6 Maggio Mag 2016 1835 06 maggio 2016

MALEDETTA PRIMAVERA

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E così ci siamo. Dopo mesi in corsa, senza guardarsi indietro, senza chiedersi troppe cose, che già di per sé è un beneficio per una cervellotica assassina quale sono, eccomi. Stesa. Disfatta totale. Non posso solamente dare la colpa al matrimonio dello scorso week end, a quell’unico sabato sera degli ultimi mesi passato a ballare per festeggiare degnamente la bellissima unione di Federica e Giulio. No! Mi rifiuto! Maledetta Primavera! E grandissima Loretta Goggi per averla definita come si deve. Maledetta, perché tremenda e bellissima. Come il sabato del villaggio la attendiamo tutti per renderci conto che, poi, alla fine, non era tanto male il venerdì e che la domenica non è niente di che. Maledetta primavera, con i tuoi alti e i tuoi bassi, come se ce ne fosse ancora bisogno oltre a tutte le cose che succedono. Maledetta primavera…mi hai fatto scendere da quello skilift che è stato mio figlio fino ad adesso. Perché sembra che siamo noi a fare tutto. A preparare da mangiare, a farli addormentare, a cercare giochi che intrattengano, a dare tutto o comunque molto del nostro tempo e della nostra energia ma…ma alla fine la verità è che sono loro a trainarci. Per lo meno, questo è quello che sta succedendo a me. Abituata come sono sempre stata a perdermi dentro e dietro e oltre me stessa. Rilanciando pensieri e parole. Ma sempre me stessa. E basta. Non egoismo tout court, semplicemente sono fatta così. Cervellotica dicevo. Ecco, con Lenny tutto questo non vale niente. Oppure vale poco. Sicuramente vale meno. La cosa importante è vivere! Esserci! Stare al mondo con tutta l’energia di cui hai necessità. Questo è ciò che serve, ciò che conta. Con Leone è andata così. Energia pura. E ho fatto anche un bel libricino di ricette, edito da Gribaudo. Si chiama “I grandi piatti della cucina italiana Veg”. Me lo hanno proposto a luglio. Leone aveva un mese scarso e io stavo passeggiando sulla spiaggia di San Remo. E ho detto sì. Sapevo di essere una che doveva riprendere subito a lavorare e un progetto preciso era la cosa migliore. Un libro di ricette era perfetto, non troppo pesante da realizzare ma impegnativo quanto basta per dare un senso alla mia necessità di lavoro. Perché se scrivi per mestiere lo fai per te, ma soprattutto hai bisogno e desiderio che qualcuno ti legga. Hai bisogno di farlo per qualcuno. Che è un po’ il senso del lavoro…c’è ancora un senso del lavoro? Insomma la felicità che mi ha dato questo libro è quella di essermi messa alla prova “nonostante” un bimbo. Nonostante un lavoro non fisso e non a tempo indeterminato. Nonostante le prove dure che può darti la maternità…Nonostante tutto questo e molto altro sono rimasta me stessa. Ma meglio di me stessa. Perché lo skilift di Leone mi ha trascinato con una forza e un impeto inimmaginabile. Fino a qui. Fino a questa primavera faticosa che toglie energia e infonde stanchezza. Non resta che darsi al magnesio. Sicura della corsa, però.