Bum Baby Bum

28 Giugno Giu 2016 1646 28 giugno 2016

UN GRATTACIELO BISOGNA CONQUISTARSELO

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A Torino il caldo è scoppiato il 24 giugno. Una giornata strana, almeno per noi che viviamo qui e non abbiamo il classico lavoro in ufficio. Il 24 giugno è San Giovanni ed è festa. Ma festa vera, fatta di tutto chiuso e fuochi d’artificio la sera. Io non sono una che brama le festività, forse perché mi posso permettere di staccare in altri momenti. E allora, siccome lavoro sempre in giro, in posti deliziosi con the deliziosi e angoli magici e wi fi gratis, la cosa si presentava piuttosto preoccupante. Il Si Vu Plè però per fortuna era aperto e allora sono riuscita a scrivere comunque sorseggiando un succo di mela bio di provenienza francese ovviamente. Ho scritto serenamente per un po’, in attesa della serata speciale che mi si prospettava davanti. Forse per il resto d’Italia non è una grande informazione ma qui in Sabaudialand ha fatto scalpore l’investimento della Banca San Paolo in un grattacielo in pieno centro città, proprio di fronte alla stazione Porta Susa. L’ha progettato il “solito” Renzo Piano e ne sono successe di tutti i colori. Sdegno ed entusiasmo su fronti opposti hanno accompagnato la sua costruzione. Come per tutto ciò che è composto da cemento armato ovviamente si è fatto. Sono una donna molto ma molto urbana e l’unico attuale pensiero al riguardo è che già che ci stavano potevano farlo più alto! Ho messo sandali alti di pelle nera e sono andata a godermi una delle più belle cene di Torino, in anteprima. Al piano 35 #piano35 apre oggi, 28 giugno 2016, il primo ristorante in cima a un grattacielo che questo paese abbia mai visto. Lo chef è una persona che conosco e stimo, un ragazzo in gamba, che si è fatto da solo spinto dal suo sogno e dalle palle, scusate se scrivo in francese, che ci vogliono per realizzarlo. Ivan Milani non è nato chef ma lo è diventato. Una cucina solida nel territorio e nel tempo ma anche vogliosa di correre e spaziare e divertirsi senza però prendersi gioco di nessuno. Intorno ai suoi tavoli cielo e piante sospese nel blu, una jungla nel cemento, una natura nuova. Il 24 come dicevo si fanno i fuochi. Un incubo, di solito, vederli schiacciati in mezzo a milioni di persone in Piazza Vittorio, erano anni che desistevo. L’altra sera li ho visti da lassù. Ed erano così bassi!!! E i suoni attutiti dai vetri di protezione e sotto di noi tutto il resto. Le case, le strade, le piante, i treni, il resto dell’umanità. Tutto bellissimo. Perché lontano. E mi sono sentita fortunata, per tutta la meraviglia di cui stavo godendo, un po’ come un concerto dal back stage. Ma quando sei nel back stage non ti batte il cuore come a un fan lì sotto. Ed è questo quello che succede, penso, quando la bellezza non è una conquista ma la normalità. E forse anche la noiosità. E penso a chi su un grattacielo ci sta sempre, che sia di cemento o di qualsiasi altra cosa. Perché il rischio è di non capire più quello che veramente succede e deve succedere, perché la gente sia felice. Quella lì sotto. Un grattacielo bisogna conquistarselo. Ivan Milani c’è riuscito. Bravo lui.