Bum Baby Bum

4 Ottobre Ott 2016 1323 04 ottobre 2016

E ANCHE IL POLITECNICO é PERDUTO

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Torino è una città in cerca di se stessa. Finita l’era FIAT, che continua a fare finta di essere un’azienda italiana e spaccia il suo made in Italy come caramelle ai bambini, è finita anche l’epopea underground di questa città. Non ci sono più gli storici Murazzi, i magazzini in riva al Po dove si poteva fare un’alba wild anche di lunedì sera, e i giovani musicisti restano i Subsonica, che di anni ne hanno 50 e sinceramente giovani non sono più. L’anima è perduta. Via il potere via la creatività. Si fatica a Torino, a fare delle cose, a lavorare decentemente, a rimanere saldi nei propri obiettivi. C’è sempre stato però un posto al di sopra di tutto, perfetto nella sua logica e nelle sue prospettive, un posto che a entrarci, anche solo per caso come è capitato a me, si restava pacificati, un po’ come Audrey quando entrava da Tiffany e ne godeva la pace anche senza potersi comprare nulla. Il Politecnico. Un polo di super mega eccellenza, un posto fantastico che è cresciuto negli anni conquistandosi una sede incredibile dove le migliori menti di questo paese, in questo ambito s’intende, potessero studiare con calma e senza altra preoccupazione che quella di divenire l’eccellenza di se stessi. Non è mai stato diverso da così. Gli ingegneri usciti da lì sono sempre stati il meglio del meglio che c’è. Un fiore all’occhiello di questa città e di questo paese. La vera eredità Agnelli, l’unica da non mettere in discussione e per cui ringraziare la dinastia. E invece…ecco il Governo Prosciutto. Perché fette di prosciutto sono quelle che cerca di infilare sugli occhi degli italiani. Arrivano questi che qui che sfornano una cagata dietro l’altra e lo fanno con quella prosopopea del “meglio di noi nessuno” che significa solo non avere il minimo rispetto per questo popolo che considerano evidentemente ignorante e rimbecillito. Arrivano questi e mettono NERO SU BIANCO che la miglior ragione per investire in Italia è che qui “gli stipendi sono più bassi della media europea”…ehm. Credo che siamo rimasti tutti un pochino in silenzio. Attoniti. E poi il disgusto. Cioè dopo tutte ste fregnacce di quanto è grande l’Italia, quanto stanno lavorando per accrescerne la bellezza, il turismo, le meraviglie artistiche etc etc etc ecco finalmente svelato il piano A. Andrà meglio quanto più poveri diventeremo. E lo diventeremo non vi è alcun dubbio in merito. Strano che non ci abbiano già tagliato la luce negli ospedali o nelle scuole, ma qualche anno e ci arriveranno. Nel frattempo, finito il piano di sterminare il livello culturale del paese, e quindi impoverendo definitivamente il lavoro editoriale riducendolo a un hobby, tagliando qualsiasi fondo a qualsiasi attività culturale teatrale e quant’alto, estirpando anche gli ospedali e rendendo pressoché impossibile la gestione di un buon lavoro a medici e infermieri…eccoci giunti all’impossibile. C’è stato un tempo, non lontano, in cui si andava a studiare ingegneria magari non per passione ma per opportunità era il lavoro sicuro per eccellenza, poiché posti ce n’erano e le nostre università erano tra le migliori in assoluto. Adesso hanno deciso che l’ultima mazzata alla classe media passa anche da lì, dalla svalutazione totale del meglio. Questa è follia, signori. Facciamo anche noi l’impossibile: alziamoci dal divano della depressione e riempiamo le strade di rivoluzione. Come direbbe Leone: ci sta!

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