Bum Baby Bum

25 Marzo Mar 2017 2241 25 marzo 2017

Bob Noto died. And not only him.

  • ...

È successo un’altra volta. Ho 42 anni e di amici che sono mancati all’improvviso, purtroppo, ho memoria da molto giovane. Sono nata in provincia, dove si è abituati da piccoli a montare su una macchina per fare una serata. Da subito. La provincia è quel posto da dove geneticamente non vedi l’ora di scappare. Prima della patente fai l’autostop. Tipo, noi da Savigliano andavamo a Saluzzo, che ci sembrava New York. Poi i primi hanno preso la patente ed erano i capi che scarrozzavano gli altri. Mi ricordo quella sera, in Piazza del Popolo, Massimo era un figo ma stranamente era anche carino, gentile. Era più grande e per tutti era uno cui portare rispetto. Venne a salutarmi, stava andando in discoteca, guidava Stefano che era una testa matta, il James Dean della situazione. Ogni paese ne ha uno. Andava veloce. Perché era incazzato. Con tutto e tutti, con sua mamma che se ne era andata e probabilmente con una realtà che gli andava tanto stretta. Si sono girati a pochi km dalla disco, in una bialera che per chi non è piemontese vuol dire fiumiciattolo, latrina. Non so. Si sono girati in quell’acqua melmosa, nel buio di una notte d’estate su una strada deserta. Si sono girati e sono rimasti lì. Imbalsamati nella loro giovinezza da grandi. È vero che i giovani si sentono grandi e consumati, a volte. Mio figlio ha un anno e mezzo e sta iniziando a fare i capricci. Ho letto che molte delle scenate a questa età dipendono dal fatto che i bimbi provano delle emozioni immense e non sanno di che cosa si tratti e non riescono a contenerle. E sbottano. Piangono, s’incazzano. Questa cosa continua per molti anni, fino a quando, forse, non ne hai più bisogno e fai qualcosa per toglierti di dosso un’infanzia che diventa un’infanticidio. Amici che sono scivolati dall’altra parte, così. Senza preavviso. Al volante di una macchina o portati via da un male orribile o chissà quale altro karma. Che non vuol dire per forza cancro, perché a quello do il suo nome. Siamo generazioni colpite da cattiveria e malignità, da acque sporche e aria malsana e smottamenti emotivi. Siamo sul filo. Io lo vedo. L’ho sempre visto. Ne ho sempre avuto il terrore. Eppure, nell’istante in cui succede, c’è qualcosa che ti mantiene lontano da un senso della realtà troppo prepotente. Come…come fosse solo una fotografia. E di fotografia Bob ne sapeva qualcosa. Nei piccoli mondi che costituiscono tutti insieme quello più grande, quello dell’enogastronomia è forse quello più auto conservativo. Non importa quanto successo apocalittico stia avendo il food, quello è e resta un pasticcino mignon. È stato creato da una passione smisurata di alcune adorabili e smodate menti creative. Gente di un altro tempo in cui ci si lasciava andare senza troppo senso di colpa. Litri di gin tonic e quantità illimitate di cibo sopraffino possono, senza alcun dubbio, creare una mole di cultura grandiosa. Creano un sapere incredibile, capace di influenzare il mondo in un modo tanto efficace quanto irreversibile. Bob Noto è stato e sarà sicuramente ancora per molto tempo uno dei capisaldi di questo processo. È stato colui il quale ha creato un genere: la fotografia di food. Quella che ora fanno tutti ma con molta meno gioia di lui, con molta meno creatività e voglia di sparigliare le carte. Bob era un personaggio unico. Era scomodo, grosso, sopra le righe, smodato. Ed era unico. Geniale, generoso, sopra ogni banalità, amatore della bellezza in modo spudorato e innocente. Ed era magnifico per questo. Credo che molti possano dire che è stato un grande maestro, per loro. E credo che tanti, e non fanno fatica a dichiararlo, gli debbano tantissimo. Toh, il piccolo mondo della cucina, oltre a essere quello meno gerontocratico è anche uno dei più meritocratici e generosi. C’erano i grandi chef che siamo abituati a vedere in tv o sui giornali. C’erano e piangevano. Perché c’è sempre qualcuno che fa nascere le cose. Cose su cui poi si snodano le vite degli altri. Bob era una di questi. Si chiamano persone speciali.

Correlati