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15 Maggio Mag 2015 2200 15 maggio 2015

Festival di Cannes - The Lobster - Recensione

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Lanthimos riesce a portare sul grande schermo una critica molta arguta e tagliente della società e dei rapporti umani grazie a una sceneggiatura originale che affronta il mondo delle relazioni umane portando agli estremi stereotipi e preconcetti. In un futuro non troppo distante, le persone single vengono arrestate e costrette ad alloggiare in un hotel in cui devono trovare il partner più adatto a loro in quarantacinque giorni. Chi fallisce viene trasformato in un animale e abbandonato nei boschi. David (Colin Farrell) scoprirà però che non tutti sono disposti a seguire senza ribellarsi le regole.
L'atmosfera surreale e a tinte umoristiche di The Lobster non mette mai in secondo piano il duro approccio alla realtà quotidiana di una società dominata dalle apparenze e dagli schemi penalizzanti nei confronti di chi non si adegua agli standard imposti sulle persone.
L'originalità della trama perde compattezza e ritmo nella seconda parte del film, anche a causa di un Colin Farrell al di sotto delle aspettative, mentre Rachel Weisz è una presenza elegante e umanamente imperfetta, in grado di dare più valore all'idea dell'importanza di un amore animato da sentimenti onesti e sinceri all'interno di una società in cui anche le emozioni sono un traguardo da raggiungere perdendone così il reale significato.

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