Camera oscura

19 Settembre Set 2014 2217 19 settembre 2014

Genitori, a scuola i vostri figli leggono il giornale?

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Cari genitori: a scuola i vostri figli leggono mai il giornale? Sanno, oltre alla matematica, la storia, la biologia e quant’altro, cosa accade nel mondo che li circonda e che fra qualche anno li vedrà protagonisti? Ho letto con interesse quanto scritto da Piergiorgio Odifreddi sull’ultimo numero di MicroMega. In un passaggio del suo intervento (pubblicato a pagina 61, per chi volesse leggerlo integralmente), Odifreddi spiega come la lettura dei giornali aiuti non solo i ragazzi – «i più grandicelli», dice lui, anche se per me si potrebbe già cominciare dall’ultimo anno delle elementari – da un punto di vista didattico ma anche nel formarli come cittadini. Per questo l’autore propone una lettura “critica” di quotidiani e periodici, «cercando di smascherare quello che ci sta dietro». Perché, aggiunge, «purtroppo oggi i media tendono non tanto a presentare le cose come sono e a insegnare i ragionamenti corretti, quanto a fare propaganda e a “fregare” l’utente». Personalmente fra elementari, medie e liceo avrò letto il giornale in classe due o tre volte. E sempre in maniera rapida, mai troppo approfondita. Spesso sapevo benissimo la lezione di italiano, latino, filosofia, inglese, ma poco o nulla di quello che succedeva in Italia e all'estero. Ho iniziato, piano piano, a leggere il giornale per conto mio, a ritagliarmi degli spazi di tempo in cui cercare – con l’aiuto della Rete, stando però attento alle bufale – di andare oltre quello che ascoltavo al telegiornale dai politicanti di turno, molti dei quali sono gli stessi con cui oggi ho a che fare (questo la dice lunga sul reale ricambio della nostra classe dirigente…). Negli ultimi anni, inoltre, ho avuto modo di tenere dei corsi di giornalismo nelle scuole elementari organizzati dal sindacato dei cronisti romani. Progetti che “rubavano” all’attività didattica poche ore, non più di otto o dieci. La quasi totalità dei ragazzi che mi sono trovato di fronte, tutti molto intelligenti e propositivi, non avevano però mai letto un giornale. Alcuni non lo avevano mai neanche tenuto in mano o sfogliato. Primo perché a casa il papà e la mamma non lo compravano; secondo perché gli insegnanti non avevano mai pensato di farglielo acquistare e portare in classe. Alcuni si sono appassionati a tal punto da scrivere e inviarmi degli articoli, altri ancora hanno detto di voler intraprendere questo percorso una volta diventati adulti (glielo auguro perché quello del giornalista rimarrà sempre il mestiere più bello del mondo). Segno che la lettura del giornale va introdotta nelle scuole in maniera progressiva e costante. Bisogna dedicargli tempo – anche una mezzora al giorno – per fare in modo che i nostri ragazzi maturino non solo come studenti ma anche come persone. Non è solo assumendo decine di migliaia di docenti precari o mutando nuovamente le regole dell’esame di maturità che si “cambia verso” alla scuola. È anche, e soprattutto, facendo delle giovani generazioni di oggi individui retti e corretti. Informati, critici. Pensanti. Altrimenti, per quanti sforzi si possano fare, si rimarrà sempre fermi al punto di partenza.

Twitter: @GiorgioVelardi