Camera oscura

9 Ottobre Ott 2014 1909 09 ottobre 2014

Basta scusarli: i figli non hanno sempre ragione

  • ...

Un bravo ragazzo. Uno scherzo. Sono queste le parole utilizzate dai genitori di uno dei tre aggressori del 14enne che a Napoli è stato violentato in un autolavaggio con un tubo d’aria compressa. La sua “colpa”? Essere grasso. Il giovane si trova in ospedale, ricoverato in gravi condizioni perché quello «scherzo» gli ha provocato lacerazioni all’intestino. Ma, come detto, ad aggravare ancora di più la situazione sono state le frasi con cui la famiglia di uno dei componenti del terzetto ha provato a giustificare l’accaduto. «Mio figlio è stato infamato, vorrei capire questa violenza dove sta», ha affermato il padre, secondo cui il giovane «è un bravissimo ragazzo» e a testimoniarlo c’è il fatto che dopo l’aggressione ha accompagnato il 14enne all’ospedale. La storiella dell’incendiario e del pompiere. Per la nuora, invece, si è trattato di «uno scherzo, un gioco e basta. Mio genero manco lo sapeva cos’era il compressore» e «pur se murev (il ragazzo, ndr) è stato fatto senza malizia» (letterale, sic!). Dalle prime ricostruzioni sembra che ad aggredire il giovane sia stato solo uno dei tre 24enni, mentre gli altri due sarebbero rimasti a guardare. Particolare che importa poco ai fini del risultato finale. Questa storia – che ci auguriamo si concluda con la pronta guarigione del ragazzo molestato – ci deve insegnare una cosa. E cioè che i figli non hanno sempre ragione. Sono persone, possono sbagliare. Chi scrive non ha figli e si rende conto che è difficile vivere e accettare certe situazioni. Ma non è derubricando sempre tutto a semplici “bravate” che si fa il bene di chi, un domani, andrà magari ad occupare posizioni importanti nella società. A volte basterebbe dire: «Mio figlio ha sbagliato e deve pagare. Non ci sono giustificazioni per quello che ha fatto. Ci vergogniamo per lui e chiediamo scusa». Punto. Dire di non vedere dove stia la violenza quando c’è una persona all’ospedale che rischia la vita è troppo anche per chi ha lo stomaco ricoperto d’acciaio, soprattutto se a provocare l’ira dei tre è stato un non-motivo. A meno che in Italia essere sovrappeso non sia diventato un reato.