Camera oscura

17 Febbraio Feb 2015 2022 17 febbraio 2015

Leggi, governo piè veloce e il parlamento arranca

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Governo rock, Parlamento lumaca. Con il primo che doppia il secondo sui tempi di approvazione delle leggi. Lo dicono i dati pubblicati dall’associazione Openpolis, secondo cui i ddl dell’esecutivo viaggiano in media due volte più veloci rispetto ai progetti presentati da deputati e senatori a Montecitorio e Palazzo Madama. Insomma il problema non è tanto la lunghezza del procedimento legislativo, colpa di un bicameralismo perfetto che nelle intenzioni di Matteo Renzi e il ministro per le Riforme costituzionali Maria Elena Boschi è destinato a scomparire, o cosa si propone. Ma chi lo propone. Nella Legislatura in corso, che ha visto alternarsi a Palazzo Chigi Enrico Letta e il premier-segretario del Partito democratico (Pd), le proposte del governo vengono approvate mediamente in 109 giorni mentre quelle dei parlamentari ne impiegano 233. Più del doppio del tempo, appunto. Come andrà a finire, visto il trend, è presto per dirlo. L’unica cosa certa, al momento, sono i numeri. Secondo i dati forniti dalla Camera, a fine 2014, delle 98 leggi approvate nei primi due anni di legislatura, 83 sono state di iniziativa governativa, una di iniziativa governativa mista (parlamentare e governativa) e “solo” 14 di iniziativa parlamentare. Cioè meno di una al mese.

Una situazione, per la verità, non del tutto nuova. Che, anzi, nel corso degli ultimi quindici anni si è trasformata in una vera e propria prassi. Dal 1999 al 2001, periodo in cui si sono alternati i governi guidati da Massimo D’Alema e Giuliano Amato, la media era di 271 giorni per i ddl di iniziativa governativa e di 494 per quelli di deputati e senatori. Peggio è andata nella Legislatura successiva, la XIV, con Silvio Berlusconi di nuovo a Palazzo Chigi dopo la fugace esperienza del 1994. In questo caso, per approvare i disegni di legge di iniziativa governativa ci volevano – mediamente – 158 giorni, mentre gli inquilini di Montecitorio e Palazzo Madama dovevano aspettare quasi un anno e mezzo (505 giorni). Non è andata meglio nemmeno nella XVI Legislatura, quella in cui Mario Monti è subentrato in corsa al leader dell’allora Popolo della Libertà. Dal 2008 al 2013, fa i conti Openpolis, i due governi hanno impiegato circa 116 giorni per trasformare un proprio ddl in legge. E il Parlamento? Ben 442, complice anche l’approvazione di provvedimenti volti ad evitare lo scivolamento del Paese. Unico caso “virtuoso”, vista la breve durata della Legislatura, è stato quello del secondo governo Prodi (2006-2008): 120 giorni per i ddl governativi, 183 per i progetti di iniziativa parlamentare. Una circostanza che, visto l’andazzo, rischia di essere più unica che rara.

Twitter: @GiorgioVelardi