Candid camera

26 Novembre Nov 2012 1212 26 novembre 2012

Primarie Pd. Travasi di bile sulla nave dei folli

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La nave dei folli di Bosch

Accanto alla festosità per la grande partecipazione popolare, accanto agli editoriali che ovunque celebrano la democrazia ritrovata e la sconfitta dell’antipolitica, della giornata delle primarie Pd andrebbero segnalati anche due travasi di bile degni di nota.

In primo luogo, quello di Rosi Bindi, ospite del dibattito serale su Rai3, con il viso stravolto dal risultato ottenuto da Matteo Renzi e passata dall’espressione affranta dei primi minuti a un furore viscerale, fino a sfiorare l’anatema e la condanna al rogo per l’eretico fiorentino, ex petalo - peraltro – della vituperata Margherita, come la stessa Bindi. La quale, a detta di molti, avrebbe fortemente avvantaggiato Renzi proprio per contrasto con la sua cupa ortodossia oscurantista.

Più rilevante, secondo me, l’altra sfuriata, quella pubblicata da Beppe Grillo sul suo blog già dal mattino, mentre si formavano le prime file ai seggi delle primarie, da lui prontamente rinominate “secondarie, terziarie, nullarie del pdmenoelle”.

Vero Savonarola dai toni millenaristi, Grillo scrive che le primarie “in questa domenica di novembre 2012, ennesimo giorno dei morti della Seconda Repubblica, sono una rappresentazione senza contenuti, un'autocelebrazione di comparse, un grottesco viaggio nella pazzia, come nell'opera satirica medioevale la "Nave dei Folli" di Sebastian Brant”. E di più: “Le primarie dei folli sono un bromuro sociale, un calmante, servono a dare al popolo l'illusione di decidere, a pagamento, il premier che salverà l'Italia dal baratro”. E perché sarebbero un’illusione? Perché “chiunque diventi premier per una notte, conterà come un soldo bucato, visto che il posto è già occupato da Rigor Montis”. Persino il programma per la prossima legislatura è già deciso: si chiama "Agenda Monti", indiscutibile e già venduta alla BCE e agli Arabi”

Un disincanto così velenoso da provocare l’immediata ironia di commenti del tipo “a Grillo je rosica”, gli frigge, questo spettacolo di milioni di cittadini in coda per esprimere un voto sono il più potente antidoto al suo discorso politico antisistema, tutto orientato all’azzeramento del vecchio, che non sarebbe più in alcun modo emendabile, solo marciume pronto per la discarica.

Invece no, la gente ci crede ancora, la partecipazione è già una cura, una disintossicazione, un inizio di palingenesi. E poi, a completare l’evento democratico, il gran bagno dei talk show della sera, come una messa collettiva freneticamente seguita e commentata su Twitter, coi vincitori e i perdenti e le sorprese (nessuna), gli scenari possibili e le implicazioni per il centrodestra, al momento steso al tappeto come un pugile suonato.

Tutto giusto, tutto bello e condivisibile, finché, intorno alla mezzanotte, non compare in tv Matteo Renzi, sempre in maniche di camicia e in posa simil-Obama e dice “Se fosse il Festival di Sanremo, avremmo vinto il premio della critica. Ma noi vogliamo vincere il Festival”.

Oddìo, vuoi vedere che aveva ragione Beppe Grillo? Vuoi vedere che tutta questa frenesia non è in fondo diversa da quella che governa il più diffuso sistema contemporaneo di democrazia illusoria, cioè il televoto? Renzi cita il Festival di Sanremo, ma potrebbe dire anche il Grande Fratello, Ballando sotto le stelle, Amici, Miss Italia, e soprattutto X-Factor, (scenario televisivo del confronto tra i 5 candidati alle primarie su Sky), tutti programmi che muovono tanti milioni di voti quanto le primarie del Pd.

“E' una democrazia che vive di effetti speciali, con le carte truccate”, proclama il visionario Grillo.Una nave stipata di folli e guidata da folli”. Ma quello che neppure lui poteva immaginare, è che la nave è ormeggiata a Sanremo, Teatro Ariston.

Votate. Votate. Votate.

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